Alghero, sparatoria nel centro storico: un arresto
Un 20enne in cella per tentato omicidio. Per i carabinieri sarebbe anche l’autore delle minacce mafiose di via Kennedy
ALGHERO. In due giorni avrebbe recapitato una testa d’asino e alcune cartucce davanti a una elegante palazzina di via Kennedy e poi, in pieno centro storico, sparato a un ragazzo poco più grande di lui, con cui apparentemente ci sarebbero ben pochi collegamenti, come mormora “radio Alghero”. Quarantotto ore di ordinaria follia che sono costate a Patrizio Giovanni Iacono, 20 anni, di Alghero, l’arresto e una serie di accuse che vanno dal tentato omicidio alle minacce aggravate, dalla detenzione al porto illegale di pistola, sino all’imputazione per la morte dell’animale utilizzato per l’avvertimento in puro “mafia style”. Ieri i carabinieri della compagnia di Alghero hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Antonello Spanu su richiesta del sostituto procuratore di Sassari Paolo Piras. In attesa dell’interrogatorio di garanzia, previsto per oggi, il ragazzo è stato trasferito nel carcere di Bancali. I militari, che hanno svolto le indagini, sono convinti che sia proprio lui l’autore del tentato omicidio. L’episodio risale allo scorso giovedì 26 gennaio. Nel tardo pomeriggio un giovane di 27 anni, Andrea Monti, si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale civile. Nella coscia porta i segni di un proiettile che l’ha perforato da parte a parte finendo per conficcarsi nella mano e provocandogli una frattura, per ridurre la quale è stato necessario un intervento chirurgico. Dalla prima ricostruzione, viene fuori che la vittima della sparatoria non sapesse chi avesse sparato e che si fosse accordo di essere stato colpito solo dopo aver sentito i colpi e aver avvertito un grande calore alla gamba. Teatro indicato dell’attentato, via Gilbert Ferret. In realtà il fatto è avvenuto in centro storico, ma non nella trafficatissima via, nel cuore commerciale della città vecchia. Vero sarebbe invece che ferito e feritore non si conoscono granché. Per gli inquirenti il movente è amoroso, ma in realtà – stando sempre a quel che mormora la città – i problemi personali riguarderebbero più i rapporti tra Iacono e un altro giovane, che si trovava con Monti nel momento in cui è stato ferito. Il fatto che la Procura da per certo è che sia stato Patrizio Giovanni Iacono a estrarre una pistola e sparare, colpendo la vittima a pochi centimetri dall’arteria femorale. A rendere l’episodio ancora più inquietante era stato la straordinaria vicinanza temporale con un altro fatto che poco ha a che fare con il linguaggio e la cultura di Alghero e della sua criminalità. Il 25 gennaio, di buon mattino, davanti al cancello di una elegante palazzina nella parte alta di via Kennedy, è stata ritrovata la testa di un asino e alcune cartucce di fucile da caccia. A rendere ancora più comprensibile il rebus di quella “due giorni” di improvvisa violenza è la consapevolezza cui sono giunti gli investigatori, per i quali anche in questo caso il colpevole è Patrizio Giovanni Iacono. La vicenda restituisce giustizia e serenità ai titolari della cantina Poderi Parpinello, che ha sede legale proprio in quel palazzo in cui si è verificato il macabro ritrovamento. Stimatissimi in città e non solo, i Parpinello avevano detto da subito tramite il loro legale di ritenersi estranei all’episodio. E avevano ragione.
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