Tutta la città ai funerali dell’ufficiale della Sassari
La famiglia intenzionata a portare avanti la battaglia di Claudio Caboni Le sue ceneri saranno disperse in mare, come aveva chiesto ai congiunti
ALGHERO. La fiumana di gente che si assiepa sino al cortile della grande chiesa intitolata a Santa Maria Goretti, in via Kennedy, dove si trova la comunità dei Passionisti, le fa sentire meno sole e allevia in minima parte il dolore. Ma la sofferenza per la morte di Claudio Caboni, algherese, 59 anni, ufficiale dell’esercito, ex sassarino, traspare anche nella compostezza sobria e riguardosa dei volti di sua moglie Maria Assunta, di sua figlia Federica e di tutti i parenti. Fratelli, sorelle, cognate, suoceri, nipoti. I colleghi militari, i baschi azzurri, piloti, specialisti e volontari della sezione sarda dell’Associazione nazionale aviazione dell’Esercito, di cui Claudio Caboni ha fatto parte per anni. Dietro quelle maschere quasi inespressive, prosciugate dalle lacrime già versate durante i mesi del calvario di cui è stato vittima, suo malgrado, il colonnello algherese, si nasconde la forte determinazione delle sue due donne e di tutta la vasta rete familiare e parentale di andare avanti sino in fondo. Nessuno vuole parlare apertamente. Ci sono in ballo denunce e accuse che potrebbero portare presto a una vicenda giudiziaria che la famiglia di Claudio Caboni sembra intenzionata a portare avanti in sua memoria. Un atto di giustizia che non lo riporterà alla vita, ma gli restituirà la dignità perduta dietro quelle sue domande che sin qui sono rimaste senza risposta. Strette tra il dolore e la prudenza, moglie e figlia preferiscono non parlare, escono dalla chiesa, incassano il cordoglio di tantissime persone, prendono posto nell’auto del fidanzato di Federica e partono per Olbia, per la cremazione delle spoglie di Claudio Caboni. Dietro i loro sguardi gentili c’è tutta la determinazione a portare avanti la battaglia intrapresa dall’ufficiale. Il colonnello Claudio Caboni si era rivolto nei mesi scorsi all’osservatorio nazionale per le vittime dell’uranio, ma purtroppo non ce l’ha fatta. È morto all’ospedale civile “Santissima Annunziata” di Sassari, dove era ricoverato. Ieri è rientrato in città per l’ultimo saluto. Poi le sue ceneri saranno disperse in mare. Così avrebbe chiesto lui, e così vogliono anche la signora Maria Assunta e Federica. Vogliono solo rispettare la sua volontà. E per questo continueranno a chiedere chiarezza sulle cause della malattia che ha portato via Claudio Caboni in maniera prematura.
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