La Nuova Sardegna

Alghero

Il Consiglio di Stato esclude la Ambiente 2.0

di Gianni Olandi

L’assegnazione del servizio per la raccolta dei rifiuti è definitiva e la Ciclat potrà avviare i cantieri

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ALGHERO. Nel giugno del 2016 il Tribunale amministrativo regionale aveva annullato la gara di appalto per l’aggiudicazione del servizio di igiene urbana, circa 60 milioni di euro, che il Comune aveva assegnato alla Ambiente 2.0. Gli sarebbe dovuta quindi subentrare la Ciclat Trasporti Ambiente una società cooperativa.

Ma a quella sentenza la Ambiente 2.0 aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato e ora dalla sezione Quinta, nel corso della seduta tenutasi ieri, giunge un nuovo pronunciamento che conferma la precedenza sentenza del Tar cagliaritano. Il ricorso della Ambiente viene respinto e ora si potrà procedere alla firma del contatto con la Ciclat, quindi all’accantieramento e all’avvio, per sette anni, del nuovo appalto.

Sulla tormentata vicenda di aggiudicazione del servizio di netteza urbana, scaduto nel 2012 a bandito nel settembre del 2014 dalla attuale amministrazione, si è registrato un lunghissimo periodo di deroghe, del tutto anomalo, alla società Aimeri, quella che lo gestisce attualmente, proprio per le numerose battaglie legali in corso.

Tra queste anche quella della De Vizia. Una società per azioni che venne esclusa dal bando di gara determinando ricorsi. Anche in questo caso il contenzioso sarà esaminato sempre dal Consiglio di Stato il prossimo maggio.

Resta ora da verificare quale percorso seguirà l’amministrazione: se darà corso immediatamente al contratto con la Ciclat, creando quindi le migliori condizioni perché la prossima estate venga affrontata con il nuovo appaltatore, o se attenderà l’ulteriore espressione del Consiglio di Stato del prossimo maggio.

Va ricordato che il Tar nella sentenza del giugno dello scorso anno aveva espresso valutazioni piuttosto severe nei confronti della amministrazione comunale algherese in relazione all’aggiudicazione alla Ambiente 2.0 che altro non è che una derivazione dell’Aimeri.

I giudici avevano infatti sottolineato che le inadempienze della società in questione nelle prestazioni di servizio in diversi comuni d’Italia, erano talmente gravi che avrebbero dovuto determinare una valutazione di merito più attenta.

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