Mostra d’arte sopra un moncone di palma
Provocazione di Tonino Alfonso che ha presentato un progetto al Comune senza ottenere risposte
ALGHERO. È come quei presidenti delle squadre di calcio che un tempo venivano chiamati “vulcanici”. Un termine che non significa nulla, ma che si può tradurre con ingestibili. Tonino Alfonso, agente immobiliare con la passione per la politica e l’istinto d’artista - ma invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia - è decisamente uno fuori dagli schemi. Di sicuro è fuori dagli schemi di questa amministrazione. O almeno: lui si sente escluso, e non lo manda a dire. Nei giorni scorsi Alfonso ha “occupato” il moncone di una delle palme buttate giù in via Vittorio Emanuele, nella parte più nobile, quella di fronte ai giardini Manno. Ci ha piazzato una sua opera d’arte, con un gesto a metà tra la provocazione e la proposta. E ha fatto una diretta facebook da 5mila visualizzazioni. Motivo della plateale protesta, il fatto che la sua proposta, protocollata a Sant’Anna da più di una settimana, non è stata presa in considerazione. Così pensa Tonino Alfonso, «dato che nessuno si è degnato di darmi una risposta». L’aveva detto. «Se la prossima settimana non avrò risposta posizionerò una opera su una palma abbattuta al centro della città, io penso che la mia proposta sia seria e attuabile da subito per creare una mostra a cielo aperto di artisti locali e non», era stato il guanto di sfida lanciato con il suo progetto già timbrato dal protocollo. Ma quella sua idea di utilizzare quel che resta delle palme per una rassegna artistica estemporanea, che non esclude di diventare uno spazio d’arte permanente, non è ancora stata accettata né respinta. E lui, che già a Natale aveva utilizzato facebook per lamentare l’ostracismo nei suoi riguardi per mere ragioni politiche, denunciando di aver dovuto portare a Olmedo il suo presepe sardo con chiara ambientazione algherese, alla fine quella palma l’ha occupata davvero. «Al di là della protesta, che è una cosa a parte – dice Alfonso – quello che chiedo è una risposta, ritengo di meritarmela». Nel frattempo, sta preparando un Giano Bifronte da esporre in pubblica piazza, senza nessun timore di multe o altre sanzioni per l’occupazione di quel moncherino di palma. Sarà una scultura dal forte valore simbolico, un monumento all’indifferenza. «La installerò a breve, a meno che non mi rispondano – avverte – per Pasqua, se mi danno retta, potrebbe essere tutto fatto». (g.m.s.)
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