La Nuova Sardegna

Alghero

Violenza di genere: le donne chiedono una casa protetta

di Gian Mario Sias
Violenza di genere: le donne chiedono una casa protetta

La proposta arriva dall’associazione femminile “Rete” Già cominciata l’attività di formazione nelle scuole

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ALGHERO. «Subito un centro antiviolenza o una casa rifugio per le donne anche ad Alghero». Lo chiede Speranza Piredda, presidente della Rete delle donne di Alghero, una rete cui fanno capo Unicef, Fidapa e “Fiocchi rosa fiocchi azzurri” e tante donne. Nata due anni e mezzo fa «per dare voce alle problematiche dell’universo femminile, a iniziare dalla lotta contro la violenza», l’associazione si è dedicata sinora alla prevenzione. «I nostri punti fermi sono state le collaborazioni con la scuola, le istituzioni, il mondo del lavoro e la realtà socio-sanitaria», spiega Speranza Piredda, che nella vita fa la ginecologa ma che si occupa di diritti praticamente da sempre. Sabato scorso un incontro a consuntivo di questo primo periodo di attività ha portato alle prime risposte. «La formazione è la prima esigenza - dice - e in questo l’intesa con la scuola è stata sin qui positiva». Anche il confronto con il sistema sanitario territoriale è stato fruttuoso. «Si va verso l’istituzione di un percorso rosa per accompagnare le donne vittime di violenza verso un cammino fatto di consulenza psicologica, tutela legale, rapporti con le forze dell’ordine - annuncia il presidente di Rete delle donne - la risposta del mondo sanitario è stata positiva e il sistema si è già attivato per iniziare a tracciare questo percorso in base alle esigenze che abbiamo rappresentato a partire dal nostro osservatorio privilegiato». L’incontro a Lo Quarter è servito per appellarsi anche alle istituzioni. «Anche gli uffici dell’amministrazione comunale, e dei servizi sociali in particolare, hanno bisogno di personale specificamente formato per far fronte a questo tipo di fenomeno». È un tema delicato, «e occorre essere formati, l’assessore comunale dei Servizi sociali, Marisa Castellini, ha già avviato l’iter per dei corsi ad hoc», assicura ancora l’esponente della Rete. Oggi la Rete delle donne ha sede nell’ex caserma dei carabinieri di via Simon, dove partirà a breve l’esperienza del “Distretto della creatività”, una casa di tante associazioni che operano in ambito sociale, culturale e artistico. «Da quanto sappiamo il primo piano, che ospiterà anche noi, sarà operativo in termini di sicurezza già dal primo aprile», riferisce Speranza Piredda. Per essere il soggetto titolato per richiedere l’apertura ad Alghero di un centro antiviolenza, la Rete dovrà aspettare alla prossima estate, perché è necessario avere almeno tre anni di attività, e sperare che la Regione pubblichi un nuovo bando.

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