Gran debutto per lo spumante Aragosta Brut al Vinitaly
Prodotto alle fine dello scorso anno e subito commercializzato nella rete di vendita, nasce dal vermentino più famoso della Nurra
ALGHERO. L’ultimo nato della Cantina di Santa Maria La Palma, il brut di Aragosta, non poteva avere palcoscenico migliore per il debutto: Vinitaly, la grande vetrina internazionale di Verona.
Prodotto alle fine dello scorso anno e subito commercializzato nella rete di vendita, il Brut in questione nasce dal vermentino più famoso della Nurra, l’etichetta che più di altre ha dato soddisfazioni alla azienda vitivinicola di Santa Maria La Palma sia sotto l’aspetto economico, 4 milioni e mezzo di bottiglie vendute ogni anno, e sia promozionale.
«Lo abbiamo voluto – dice il presidente della cooperativa agricola Mario Peretto – utilizzando le uve dei vigneti più vecchi, di quelli che fecero nascere la Cantina garantendo nel tempo prodotto e qualità. Un omaggio a quegli uomini e a quelle donne che hanno rappresentato per oltre mezzo secolo il segno della continuità produttiva e che oggi possono essere considerati, con pieno merito, i soci fondatori della nostra azienda, ormai diventata un riferimento economico e occupazionale per il nostro territorio».
Tra l’altro il neonato vermentino con le bollicine sembra nascere in un momento particolarmente favorevole visto che proprio da Verona, per il primo trimestre del 2017, all’inaugurazione della grande kermesse vitivinicola vengono diffusi dati confortanti per quanto riguarda il consumo dei vini doc: un aumento delle vendite che sfiora 5 per cento, 4,9 per la precisione.
A Verona il management della azienda di Santa Maria La Palma ha portato anche le più recenti iniziative sul fronte della innovazione e in particolare la cantina subacquea in gabbie di acciaio allestita nelle acque del Parco di Porto Conte, a 30 metri di profondità. (g.o.)
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