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Alghero

Sindaco e vescovo convincono Abbanoa a riallacciare 36 utenze

Sindaco e vescovo convincono Abbanoa a riallacciare 36 utenze

Il debito di due palazzine ex Iacp ammonta a 136mila euro Versato un anticipo, il resto verrà pagato in cinque anni

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ALGHERO. È la vittoria della politica sulla ragionevolezza o quella della ragionevolezza sulle regole? È quello che si chiede Alghero a proposito della paradossale vicenda di cui sono stati protagonisti gli inquilini dei due immobili dell’ex Iacp di via Matteotti. Due giorni fa le 36 famiglie che abitano nel condominio popolare si sono trovate senz’acqua. Stanca dei ritardi per il pagamento delle utenze, la società che gestisce i servizi idrici in Sardegna ha staccato i contatori. Data la particolare situazione del condominio, in cui vivono numerosi anziani e alcuni disabili, la notizia ha fatto immediatamente il giro della città ed è finita nell’orecchio del vescovo di Alghero e Bosa, monsignor Mauro Maria Morfino. Conoscendo la situazione in cui Abbanoa era intervenuta, l’alto prelato ha chiesto al suo staff di interpellare il sindaco, Mario Bruno, e di chiedergli di attivarsi. Bruno ha contattato l’amministratore delegato della società idrica isolana, Alessandro Ramazzotti, gli ha chiesto clemenza e si è fatto portavoce delle istanze dei condomini. Dall’interazione tra i due è venuto fuori che il debito maturato dal 2006 a oggi dagli abitanti dell’immobile di via Matteotti ammonta complessivamente alla ragguardevole cifra di 136 mila euro. Parecchio tempo fa era stato pagato un non meglio precisato “acconto bolletta” di qualche migliaio di euro, ma il resto è sempre rimasto insoluto. Anche le ripetute sollecitazioni di Abbanoa sono spesso rimaste inascoltate. Costringendo la società al clamoroso ed estremo provvedimento messo in atto lunedì scorso: lo slaccio dei contatori. La situazione di tutti gli inquilini non è assimilabile. Ci sono condomini che hanno riscattato le proprie abitazioni e altre che stanno per farlo, ma all’interno dello stabile resistono situazioni di grave difficoltà economica. Il mancato pagamento delle bollette di Abbanoa non è una questione di cattiva volontà. A conferma di questo, ieri la dimostrazione di impegno richiesta da Alessandro Ramazzotti tramite Mario Bruno è stata esaudita con l’impegno e la collaborazione di tutti. Nel pomeriggio il capo condomino “facente funzioni” ha potuto versare nelle casse di Abbanoa tremila euro. Un piccolo impegno che è bastato per convincere la società a riallacciare le 36 utenze e a risolvere i disagi delle famiglie in poco più di 24 ore. Il problema resta, perché il grosso del debito è ancora da onorare. Ma con la mediazione di Bruno si è arrivati all’accordo per una maxi dilazione in cinque anni. «L’accordo è merito della disponibilità di Abbanoa, che ha limitato i disagi di anziani e disabili», spiega il sindaco invocando «il ricorso sempre più frequente alle procedure speciali per la soluzione negoziata dei contenziosi con Abbanoa». Alla quale Bruno chiede comunque più comprensione. «Dobbiamo sforzarci di individuare le soluzioni qualche giorno prima di arrivare allo slaccio dell’acqua – conclude – perché è un bene essenziale e le famiglie hanno diritto di vivere in condizioni perlomeno decorose».

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