La Nuova Sardegna

Alghero

«Surigheddu diventi la casa delle eccellenze» 

di Gian Mario Sias
«Surigheddu diventi la casa delle eccellenze» 

Alghero, proposta-provocazione di Antonello Fois portavoce dell’Accademia Olearia: «Invece di vendere accogliamo lì tutto il meglio della produzione agricola locale» 

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ALGHERO. «Vendere una struttura del genere in blocco è limitante, meglio coinvolgere più soggetti». Di più. «La scelta di trattare Surigheddu e Mamuntanas come un corpo unico è la più semplice, ma non sempre le scelte più semplici sono le più adatte». E ancora. «Gestire così la vendita di quella struttura, magari a un’azienda non del territorio, è un’occasione sprecata». Antonello Fois, responsabile amministrativo e commerciale dell’Accademia olearia di Alghero, rilancia. Senza troppi giri di parole, il più giovane della famiglia Fois, che produce olio da quattro generazioni e dal 2000 ha un proprio marchio, chiede un confronto tra Regione e «chiunque sia pronto a scommettere che quell’azienda può diventare un polo dell’eccellenza».

Oggi l’Accademia olearia è una realtà affermata. Il secondo “Sardinia Food Awards” di fila è solo l’ultimo riconoscimento di una lunga serie. Vincitori per quattro volte dell’Ercole Olviario, Corona d’oro di mastri oleari da Fausto Borella, recensiti col massimo punteggio da Gambero Rosso, presenti sulla guida Slow Food, i Fois sono stati i primi a produrre un extravergine Dop Sardegna. Oggi ne producono il 60% del totale sul mercato. Un dato straordinario, perché al massimo della propria potenzialità l’azienda produce 1500 quintali all’anno. Completamente ecosostenibile, l’Accademia soddisfa il proprio fabbisogno energetico con l’impianto fotovoltaico e si riscalda col nocciolino estratto dopo la produzione, e i residui di lavorazione vengono consegnati per produrre biogas. Eppure le loro proposte sono inascoltate.

«Nel 2014 abbiamo chiesto la gestione degli oliveti di Surigheddu e Mamuntanas – dice Fois – sono improduttivi, volevamo metterci mano e renderli produttivi». Caduta nel vuoto quella richiesta, l’Accademia un anno fa ha risposto all’invito della Regione. «Abbiamo presentato una manifestazione d’interesse con un progetto per trecento ettari», racconta Antonello Fois. La famiglia è scesa in campo con tutte le forze: l’Accademia olearia era capofila, ma partecipavano anche l’Azienda agricola Fois Giuseppe, l’Azienda agricola Fois Antonello e l’Azienda agricola Tenute Fois. «Vogliamo ripristinare l’oliveto e trattare solo cultivar sardo, per valorizzare la tipicità del territorio e proseguire sul cammino dell’eccellenza», insiste il “portavoce” della famiglia anche a nome di suo padre Giuseppe, fondatore dell’Accademia, che sovrintende gli interessi di famiglia, e di suo fratello Alessandro, che cura la parte della trasformazione. «Questa scelta determinerà il futuro del territorio, se si vuole discutere di eccellenza e di opportunità per il territorio siamo pronti al confronto».



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