Nuove frontiere culturali
Il teatro, un collante per i popoli
Il dibattito nel corso di Mamatita, il festival sull’arte di strada
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ALGHERO. Il teatro per ripensare le città. L’arte come strumento per ragionare sulla fruizione degli spazi pubblici. Le politiche culturali come un ponte per ragionare insieme, attraverso un evento itinerante, di Mediterraneo, di identità comuni, di contemporaneità, di differenze da valorizzare, su cui fondare occasioni continue di confronto e di scambio. Un andirivieni continuo di idee, di persone e di eventi che metta Alghero al centro di un tentativo socio-economico per certi versi rivoluzionario: quello di importare anche nel mondo dell’arte l’idea di fare rete, di consorziarsi, di stabilire spazi e metodi di cooperazione transfrontaliera, multi-territoriale, nomade. “Mamatita Festival” non è neanche finito ma già rappresenta un modello. La lunghissima kermesse dedicata all’arte di strada e alle discipline circensi, inaugurata a fine agosto e in pieno corso di svolgimento, è stata al centro di un ispiratissimo dibattito che nei giorni scorsi è stato ospitato all’interno dello chapiteaux allestito in piazza Sulis dal Circo Paniko, la compagnia di circo contemporaneo che sta riscuotendo un grandissimo successo e che rappresenta il clou di un cartellone fatto di laboratori, esperimenti, installazioni, restituzioni, residenze e tante, tantissime performance, soprattutto in questa ultima fase. Insieme ai direttori artistici di Mamatita - Chiara Murru, Giuseppe Porcu e Mario Barnaba - hanno ragionato sul tema il sindaco di Alghero, Mario Bruno, il direttore di Sardegna Teatro, Massimo Mancini, Marcello Nardi del Circo Paniko e numerosi operatori del settore culturale. L’idea che emerge è quella di un Festival che parte da Alghero e si sposta in Sicilia e Catalogna per tornare in città, reclutando un numero sempre crescente di artisti provenienti dai tre territori, per promuovere un’idea di arte come esperienza della città, come riscoperta dei luoghi di una condivisione ormai smarrita, come occasione per cimentarsi in pubblico con i propri sogni e le proprie paure. «Siamo una città territorio e ambiamo a fare turismo tutto l’anno grazie a eventi come questo», ha detto il sindaco Mario Bruno. Alghero, la porta d’oro del Mediterraneo.
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