Bruno apre al Pd: pronto a dimettermi
Gianni Olandi
Il sindaco salvato in extremis dal voto del capogruppo Dem Pirisi che in cambio ottiene l’annuncio di una crisi pilotata
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ALGHERO. Mario Bruno annuncia le sue dimissioni e lancia un messaggio al Pd: «Non escludo di rientrare nel partito. D’altronde in questi anni ho sempre provato a sottoscrivere la tessera, ma la mia iscrizione è stata rifiutata dagli organismi locali».
Questa la chiusura di un consiglio comunale al fulmicotone. Durante il quale, dopo poco meno di 4 anni di “sana opposizione” il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi ha votato a favore di tutti i provvedimenti presenti all’ordine del giorno, salvando di fatto la maggioranza guidata da Bruno che, in quel momento, era sotto dopo il colpo di teatro della consigliera Oggiano che è entrata in aula e si è accomodata nei banchi dell’opposizione. E chiedendo in cambio le sue dimissioni.
Invito raccolto a fine seduta dal sindaco. Con Bruno che ieri ha confermato. «Mi dimetterò per avviare un confronto sereno e serio, che porti a una ricomposizione solida della coalizione - ha spiegato Bruno - Siamo alla guida della città da quaranta mesi, abbiamo raggiunto già diversi obiettivi importanti, ci restano ancora venti mesi per completare quanto di buono abbiamo avviato. Ci sono molte opere pubbliche già cantierabili e poi i programmi urbanistici per dare un futuro ad Alghero. Con un terzo della consiliatura da affrontare alla città non serve un commissario».
Dimissioni da ufficializzare «al massimo entro i primi giorni della prossima settimana» che sono il chiaro segno di una crisi pilotata, e di un copione che Bruno e Pirisi avevano già scritto. «Il mio pensiero e quello più in generale del Pd a tutti i livelli – spiega il capogruppo dei Dem – è impegnato nella ricomposizione del quadro di centro sinistra . Ogni mia azione è stata finalizzata fin dall’inizio al raggiungimento di questo risultato. Le dimissioni del sindaco erano e sono un atto inevitabile per ricostituire quel quadro. Dimissioni – prosegue Pirisi – che arriveranno nei prossimi giorni. Dopo tale adempimento le forze politiche e i movimenti che si riconoscono in quell’idea potranno incontrarsi per trovare una soluzione politica. Questo e soltanto questo è stato il mio unico obiettivo».
Per quanto riguarda i lavori dell’assemblea civica la “nuova maggioranza” ha approvato atti sulla Protezione Civile, la ricognizione delle società partecipate, il nuovo catasto degli incendi boschivi e una variazione al bilancio che consente di poter impegnare circa 610mila euro per il nuovo ponte di Fertilia, concedere i contributi alle famiglie oggetto dell’incendio dello scorso luglio ed effettuare interventi nel centro residenziale anziani.
Tutte pratiche per le quali il voto di Mimmo Pirisi e di Alessandro Nasone sono stati decisivi. Rimane ora da tessere una tela complessa, sfruttando i venti giorni che la legge affida al sindaco per provare a rinsaldare una nuova maggioranza solida e coesa. Con in mezzo un congresso del Pd che si annuncia tutt’altro che una passeggiata.
Durissima la reazione delle opposizioni che si sono viste privare di un compagno di minoranza, Mimmo Pirisi, con il quale avevano militato per 4 anni contro l’amministrazione Bruno. E in particolare hanno visto sfumare l’ennesima occasione di disarcionare Bruno dalla poltrona di primo cittadino.
Duro il gruppo consiliare di Forza Italia formato dai consiglieri Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi e Michele Pais. «Siamo seriamente preoccupati per la città – dicono – e ci fa obbligo ricordare che da anni questa maggioranza non è più tale, si regge su equilibri precari ed è la testimonianza vivente di un chiaro e inoppugnabile fallimento politico. E’ sufficiente ricordare che a tutt’oggi, dopo circa 4 anni, non c’è un progetto di sviluppo economico. Ora Pirisi e il partito democratico non fanno altro che allungarne l’agonia».
Questa la chiusura di un consiglio comunale al fulmicotone. Durante il quale, dopo poco meno di 4 anni di “sana opposizione” il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi ha votato a favore di tutti i provvedimenti presenti all’ordine del giorno, salvando di fatto la maggioranza guidata da Bruno che, in quel momento, era sotto dopo il colpo di teatro della consigliera Oggiano che è entrata in aula e si è accomodata nei banchi dell’opposizione. E chiedendo in cambio le sue dimissioni.
Invito raccolto a fine seduta dal sindaco. Con Bruno che ieri ha confermato. «Mi dimetterò per avviare un confronto sereno e serio, che porti a una ricomposizione solida della coalizione - ha spiegato Bruno - Siamo alla guida della città da quaranta mesi, abbiamo raggiunto già diversi obiettivi importanti, ci restano ancora venti mesi per completare quanto di buono abbiamo avviato. Ci sono molte opere pubbliche già cantierabili e poi i programmi urbanistici per dare un futuro ad Alghero. Con un terzo della consiliatura da affrontare alla città non serve un commissario».
Dimissioni da ufficializzare «al massimo entro i primi giorni della prossima settimana» che sono il chiaro segno di una crisi pilotata, e di un copione che Bruno e Pirisi avevano già scritto. «Il mio pensiero e quello più in generale del Pd a tutti i livelli – spiega il capogruppo dei Dem – è impegnato nella ricomposizione del quadro di centro sinistra . Ogni mia azione è stata finalizzata fin dall’inizio al raggiungimento di questo risultato. Le dimissioni del sindaco erano e sono un atto inevitabile per ricostituire quel quadro. Dimissioni – prosegue Pirisi – che arriveranno nei prossimi giorni. Dopo tale adempimento le forze politiche e i movimenti che si riconoscono in quell’idea potranno incontrarsi per trovare una soluzione politica. Questo e soltanto questo è stato il mio unico obiettivo».
Per quanto riguarda i lavori dell’assemblea civica la “nuova maggioranza” ha approvato atti sulla Protezione Civile, la ricognizione delle società partecipate, il nuovo catasto degli incendi boschivi e una variazione al bilancio che consente di poter impegnare circa 610mila euro per il nuovo ponte di Fertilia, concedere i contributi alle famiglie oggetto dell’incendio dello scorso luglio ed effettuare interventi nel centro residenziale anziani.
Tutte pratiche per le quali il voto di Mimmo Pirisi e di Alessandro Nasone sono stati decisivi. Rimane ora da tessere una tela complessa, sfruttando i venti giorni che la legge affida al sindaco per provare a rinsaldare una nuova maggioranza solida e coesa. Con in mezzo un congresso del Pd che si annuncia tutt’altro che una passeggiata.
Durissima la reazione delle opposizioni che si sono viste privare di un compagno di minoranza, Mimmo Pirisi, con il quale avevano militato per 4 anni contro l’amministrazione Bruno. E in particolare hanno visto sfumare l’ennesima occasione di disarcionare Bruno dalla poltrona di primo cittadino.
Duro il gruppo consiliare di Forza Italia formato dai consiglieri Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi e Michele Pais. «Siamo seriamente preoccupati per la città – dicono – e ci fa obbligo ricordare che da anni questa maggioranza non è più tale, si regge su equilibri precari ed è la testimonianza vivente di un chiaro e inoppugnabile fallimento politico. E’ sufficiente ricordare che a tutt’oggi, dopo circa 4 anni, non c’è un progetto di sviluppo economico. Ora Pirisi e il partito democratico non fanno altro che allungarne l’agonia».
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