La Nuova Sardegna

Alghero

«Dissequestrate il palazzo e fateci tornare a casa»

di Gian Mario Sias
«Dissequestrate il palazzo e fateci tornare a casa»

Dopo mesi di attesa i condomini hanno scritto alla procura della Repubblica  Via Vittorio Emanuele, l’incendio del 19 luglio ha reso inagibili 80 appartamenti 

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ALGHERO. «Ci dicano perché il palazzo non è stato dissequestrato per consentire l’inizio dei lavori». Sotto le ceneri dello spaventoso rogo che la notte del 19 luglio ha distrutto l’enorme palazzo tra via Vittorio Emanuele, via Barraccu, via Mazzini e via Botticcelli, cova una rabbia immensa. Pronta a esplodere, come lava, e a riattizzare il fuoco di una polemica che non si placa. «Sono passati quattro mesi e mezzo e non si muove foglia», è la protesta che monta ai piedi dell’edificio, quattro torri di appartamenti modellati come plastilina dalle temperature spaventose di una notte da incubo. L’incendio aveva raso al suolo Risparmio Casa – il centro commerciale di prodotti per la pulizia domestica, dai cui impianti era partito il fuoco – e aveva reso necessaria un’evacuazione notturna di centinaia di persone: la struttura ospita ottanta appartamenti, la maggior parte dei quali è abitata tutto l’anno, altri solo d’estate. In tutti questi mesi i proprietari si sono lasciati fiaccare da un disastro più grande di loro, specie i più anziani. Alcuni hanno investito tutti i risparmi di una vita per acquistare una casa nel centro abitato e lasciare la campagna, per stare più comodi e avere ogni servizio a portata di mano. Ora pagano l’affitto per vivere altrove, lontano dai loro vestiti, dai loro mobili, dai loro documenti, dai loro ricordi. Il loro grido è rimasto inascoltato quando hanno sparato nel mucchio, attaccando tutte le istituzioni possibili e immaginabili. Ora non prendono di mira nessuno, ma il loro appello ha un destinatario preciso. «La Procura di Sassari faccia qualcosa, non è una situazione sostenibile», è la missiva inviata verso Sassari, al terzo piano del palazzo di Giustizia di via Roma. «I costruttori sono pronti a ristrutturare il palazzo a loro spese, senza aspettare i soldi delle assicurazioni – dicono – e questo consentirebbe a tutti, in tempi brevi, di riassaporare una normalità che abbiamo perso per strada, quella notte». Per quell’episodio sono indagati in otto. Sono Stefano Battistelli, rappresentante legale della Rica Gest, la società che gestiva il punto vendita di Risparmio Casa, Stefano Gaudisio, della stessa società, Stefano Pischedda, capo area responsabile dei punti vendita, Antonio Distinto e Ilaria Nieddu, vice responsabili di quel punto vendita, Alberto Iole, progettista dell’impianto di condizionamento del locale, Domenico Foderaro, legale rappresentante della ditta installatrice e Pierpaolo Demontis, rappresentante dalla ditta incaricata della manutenzione. Sono accusati a vario titolo di incendio colposo. Le perizie dei vigili del fuoco escludono il dolo: a determinare l’incendio è stato il cattivo funzionamento dell’impianto. Stasera una assemblea condominiale assumerà una posizione ufficiale.

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