«Riaprite il “consolato” catalano»
di Gian Mario Sias
Lettera di sette ex sindaci a Madrid e Roma per riattivare l’ufficio di rappresentanza della Generalitat
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ALGHERO. «La chiusura dell’Ufficio di rappresentanza ad Alghero della Generalitat de Catalunya è ingiustificata». È la durissima presa di posizione di sette ex sindaci di Alghero. Secondo loro, «le vicende politiche che vedono contrapposti il governo spagnolo e quello catalano non possono influire sui legami storici esistenti fra la nostra città e i rappresentanti del popolo catalano». Tanto meno, è la protesta, le vicende in atto «possono portare a una decisione unilaterale di interruzione dei rapporti istituzionali». Uniti da questa convinzione e sollecitati dal “Comitat de solidaritat amb Catalunya a l’Alguer”, Salvatore Piccioni, Andrea Frulio, Salvatore Scognamillo, Alfonso Ibba, Tonino Baldino, Marco Tedde e Stefano Lubrano hanno preso carta e penna e si sono rivolti direttamente al Ministero degli Esteri e al premier spagnolo Mariano Rajoy e alla Generalitat de Catalunya. «La recente chiusura dell’ufficio di Alghero ha lasciato sgomenti le istituzioni democratiche della Sardegna e l’associazionismo culturale che si occupa della valorizzazione della nostra lingua catalana di Alghero», è l’incipit dei predecessori di Mario Bruno. «I rapporti sociali, economici e culturali tra Alghero e la Catalogna sono stati sempre basati sull’amicizia che lega le popolazioni delle due sponde». Gli esponenti politici di un periodo piuttosto lungo e significativo della storia contemporanea di Alghero ricordano di come quel legame con Barcellona si sia rafforzato nel 1960, «con l’arrivo nella rada di Alghero, per motivi culturali e turistici, di una nave con centinaia di catalani che vengono accolti da tutta la città e dalla municipalità algherese». Da allora, precisano gli ex primi cittadini, «tutti i sindaci della città catalana d’Italia mantengono e rafforzano i legami istituzionali, culturali e umani, che hanno portato a instaurare una rapporto di stretta collaborazione e a stipulare con le istituzioni catalane formali accordi con specifici progetti culturali e linguistici». Ma il riconoscimento dell’importanza culturale, economica e sociale dei contatti con la Catalogna arriva anche da Roma. «Lo Stato italiano, dal canto suo, ha attribuito ad Alghero il riconoscimento di minoranza linguistica catalana d’Italia – scrivono i sindaci del passato – e l’algherese viene insegnato nelle scuole pubbliche grazie a progetti di cooperazione del Comune con le associazioni dei Comuni della Catalogna». Di più. «Anche l’Università di Sassari si dota di una cattedra di catalano e Architettura, che ha sede ad Alghero, favorisce l’inserimento dell’ateneo turritano nella Rete delle Università della Catalogna», insistono gli autori dell’appello. Alla fine di questo percorso, era stata riconosciuta l’importanza di un ufficio di rappresentanza in città e nel 2009 è stata stipulata una convenzione tra Comune e Generalitat. Da allora «l’Ufficio ha svolto proficuamente un ruolo di promozione e intensificazione dei rapporti culturali, economici e sociali tra persone e istituzioni delle due sponde, registrando entusiasmi e bilaterali effetti benefici». Ecco perché, concludono gli ex sindaci, «chiediamo che l’ufficio sia riattivato».
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