scuola di via malta
Quest’anno il Presepe arriva a bordo di una barca
ALGHERO. Nella scuola media “Maria Carta” di via Malta il presepe di quest’anno arriva dal mare.La tradizionale coreografia di Maria, Giuseppe e il Bambino giunge su una barca, trasformata in capanna...
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ALGHERO. Nella scuola media “Maria Carta” di via Malta il presepe di quest’anno arriva dal mare.
La tradizionale coreografia di Maria, Giuseppe e il Bambino giunge su una barca, trasformata in capanna della natività.
Vestono gli abiti tradizionali sardi e scelgono di portare la loro proposta di pace al mondo tra pesci, alghe, conchiglie, stelle marine, ricci, nasse. La barca, il significato che ha voluto dare la scuola, che in questi tempi è sinonimo di sofferenza e di morte, si riappropria del suo significato di libertà e diventa simbolo di speranza per tutti coloro che decidono di rinascere a una nuova vita, di aprirsi a nuove possibilità, di rimettersi in gioco, di progettare un nuovo futuro. Alunni e docenti della scuola Maria Carta, grazie alle concessione del comandante Vittore Mannazzu che ha messo a disposizione il suo adorato “Dinghino”, con la collaborazione del maestro d’ascia Michele Iavazzo, hanno voluto realizzare in questo modo la loro idea di Natale: in fondo anche Maria e Giuseppe erano migranti. Un messaggio estremamente attuale. (g.o.)
La tradizionale coreografia di Maria, Giuseppe e il Bambino giunge su una barca, trasformata in capanna della natività.
Vestono gli abiti tradizionali sardi e scelgono di portare la loro proposta di pace al mondo tra pesci, alghe, conchiglie, stelle marine, ricci, nasse. La barca, il significato che ha voluto dare la scuola, che in questi tempi è sinonimo di sofferenza e di morte, si riappropria del suo significato di libertà e diventa simbolo di speranza per tutti coloro che decidono di rinascere a una nuova vita, di aprirsi a nuove possibilità, di rimettersi in gioco, di progettare un nuovo futuro. Alunni e docenti della scuola Maria Carta, grazie alle concessione del comandante Vittore Mannazzu che ha messo a disposizione il suo adorato “Dinghino”, con la collaborazione del maestro d’ascia Michele Iavazzo, hanno voluto realizzare in questo modo la loro idea di Natale: in fondo anche Maria e Giuseppe erano migranti. Un messaggio estremamente attuale. (g.o.)
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