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Alghero

Campagna antirazzista, strappati i manifesti ad Alghero

Campagna antirazzista, strappati i manifesti ad Alghero

La performance “Vota per me” del fotografo Gianluca Vassallo scambiata per pubblicità elettorale

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ALGHERO. Se non è un record, poco ci manca. “Vota per me”, la campagna antirazzista di Gianluca Vassallo, artista e fotografo sardo, nella Riviera del corallo è durata meno di quarantott’ore. Diffusa in tutta Italia e portata in città dal collettivo “Alghero Antifascista”, la performance artistica di Vassallo è riuscita nel segno anche così, se vogliamo, perché ha riproposto al centro del dibattito il tema dell’immigrazione, smascherando anche in città sacche di intolleranza che si sono riversate anche sui social, fino a far sbottare lo stesso autore dell’iniziativa, che altrove ha contribuito a non escludere dalla campagna elettorale un argomento delicato e dirimente.

«Negli spazi per le affissioni elettorali sono comparsi i volti e le storie di Ali, Rahman, Michael, Iqbal, Viltus, Anayet, Mahmut, Cheng, Jasvir, Abubakar, e così quegli spazi sono diventati per alcune ore simbolo della pluralità culturale, in risposta a una campagna elettorale che affronta in modo disumanizzante il fenomeno migratorio», spiegano quelli di “Alghero Antifascista” per spiegare la scelta di portare “Vota per me” anche nella città catalana. In realtà l’intento era anche provocatorio.

«Questa operazione di “guerrilla art” è interessante anche per monitorare le reazioni alla presenza di questi poster», prosegue la riflessione. Risultato: ad Alghero in meno di quarant’ottore qualcuno ha strappato i volti dei migranti o li ha immediatamente coperti con i manifesti elettorali, quelli veri. Addirittura, secondo Alghero Antifascista ci si son messi anche gli operai incaricati dal Comune. «Il lavoro è stato completato dagli addetti comunali che hanno solertemente eliminato le ultime tracce dell’operazione artistica», accusa il collettivo, secondo cui «la fretta di rimuovere e cancellare l’unico barlume di solidarietà e umanità di quei tabelloni elettorali è sintomatico della direzione che sta prendendo la nostra società, e purtroppo ha fatto emergere il razzismo e il fascismo che si insinua nella nostra comunità».

Motivo per cui si può dire che «l’operazione artistica è riuscita». Ovviamente su facebook la questione non poteva che degenerare, e le critiche si sono trasformate in offese, insulti e minacce. Alghero Antifascista ha risposto con ironia, pubblicandone una selezione sulla propria pagina facebook. Tra tutte, spicca l’avvertimento rivolto direttamente all’artista. «Se ti azzardi a mettere di nuovo nella mia città questi manifesti, ti chiamo la polizia». (g.m.s.)
 

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