Surigheddu e Mamuntanas agli allevatori

La Regione ha deciso di affittare parte delle due aziende agricole alle imprese che le occupavano da diversi anni

ALGHERO. Due anni fa la giunta regionale aveva deciso di fare cassa vendendo beni immobili e terreni. Fra questi anche le aziende agricole di Surigheddu e Mamuntanas scatenando la protesta di agricoltori e allevatori che vi lavorano da decenni. Ora, sempre la giunta regionale, ha autorizzato l’assessorato agli Enti locali a procedere alla stesura di un contratto di affitto per 20 anni con gli agricoltori e gli allevatori che operano all’interno delle due aziende agricole. Una decisione che pone fine a un contenzioso avviato subito dopo l’annuncio della Regione (con tanto di denunce per pascolo abusivo), nel marzo di due anni fa, da parte dei “residenti” che non volevano abbandonare le aziende agricole che avevano creato o ripristinato (senza autorizzazione regionale) in molti anni di lavoro. Imprenditori che avevano anche ipotizzato di voler acquistare quella parte di tenute agricole già in loro uso. Il prezzo stabilito dalla Regione «non può essere inferiore a quanto previsto per gli affitti di fondi rustici di proprietà regionale e la superficie massima messa a disposizione di agricoltori e allevatori non deve superare i 340 ettari». «Le ricadute positive di questa transazione – sottolinea l’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu – sono evidenti, in quanto vanno a incidere in maniera significativa sul percorso di valorizzazione dell’intero compendio avviato dalla giunta sin dall’inizio della legislatura. Il procedimento di vendita consentirà inoltre di evitare il deprezzamento collegato alla parziale occupazione del compendio da parte di terzi e i conseguenti riflessi negativi sulla determinazione della base d’asta della gara pubblica».

Complessivamente l’estensione di Surigheddu e Mamuntanas supera di poco i 1100 ettari, superficie che rimane appetibile soprattutto per le società che da subito si sono interessate all’annuncio della Regione, otto imprese sarde e una d’oltretirreno. Tra queste anche la Bonifiche Ferraresi, che però ha sempre smentito il proprio interessanento per Surigheddu e Mamuntanas.

Per la Regione si tratta di un ulteriore passo avanti per la messa in produzione di uno dei territori più fertili della Sardegna. Il compendio di Surigheddu e Mamuntanas ha un’estensione complessiva di circa 1.200 ettari. Le aziende vennero acquisite nel 1986 dall’Ersat e inserite nei beni del patrimonio indisponibile della Regione. Successivamente furono trasferite al patrimonio disponibile della Regione e consegnate all’Assessorato degli Enti locali nel 2001. «Le due aziende possiedono un rilevante potenziale produttivo – sottolinea la Regione – e rappresentano una storica testimonianza del tessuto agropastorale della Nurra».(p.s.)



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