La Nuova Sardegna

Alghero

Un referendum per il piano del traffico

di Gian Mario Sias
Un referendum per il piano del traffico

I commercianti chiedono all’amministrazione di partecipare alla rivoluzione

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ALGHERO. «Siamo stanchi di subire le scelte di tecnici e amministratori che trascurano la volontà dei cittadini, la rivoluzione del traffico sia approvata con un referendum comunale». Lo chiede un gruppo di commercianti del centro storico in una lettera con cui si rivolgono al sindaco Mario Bruno, all’assessore della Viabilità, Alessaandro Balzani, al presidente del consiglio comunale, Matteo Tedde, e ai capigruppo di via Columbano. «Ringraziamo per il mutato atteggiamento, che evita guerre e imposizioni e favorisce il confronto, ma auspichiamo che il nuovo corso produca i suoi frutti», dicono in quella che ha tutta l’aria di potersi trasformare in una petizione. Oltre alla richiesta di un referendum consultivo, la missiva contiene un’altra provocazione. «Attuando ora questo Piano urbano del traffico si darebbe corso a un insieme di errori irreparabili per molte aziende che cesseranno di esistere perché chiuse basta guardare cosa si è verificato a Sassari», è la frecciata scoccata verso il capoluogo di provincia ma non solo. «Chi vuole una città senza attività commerciali?», è la domanda. Allo stesso tempo, però, Sassari è citata come modello in tema di piste ciclabili. «Perché dovrebbe sorgere in via Sassari, quando a trenta chilometri da qui le bici condividono i marciapiedi con i pedoni, come potrebbe avvenire in via Simon?». A onor del vero, domande, dubbi e perplessità sono argomentate e supportate da proposte alternative. Dal no all’estensione della Ztl all’opposizione per il cambio del senso di marcia, dai dubbi per la sostanziale trasformazione del centro in una gigantesca area pedonale alla chiusura del primo tratto di via Garibaldi – dallo scalo Tarantiello a via La Marmora – in direzione del mare: una pioggia di no, motivati e circostanziati, e caratterizzati da un unico comune denominatore. «Prima si metta a regime il sistema dei parcheggi già esistente e si riorganizzi la viabilità per renderli più fruibili, poi si pensi al project financing per la realizzazione a costo zero dei sottopiani in piazzale della Pace o sotto i giardini della Mercede», è la richiesta. «Ma soprattutto, non si faccia altro, non si renda ancora più difficile la situazione del commercio algherese e non si complichi la vita dei residenti dell’Alguer Vella prima di aver realizzato la circonvallazione», è la richiesta, pressante, rivolta a Porta Terra.

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