La Nuova Sardegna

Alghero

Cade ramo e sfiora un bambino

di Gian Mario Sias

Parco Tarragona, cede un grosso albero: tragedia sfiorata nei giardini frequentati dalle famiglie

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ALGHERO. Del grande albero che con la sua chioma assicurava ombra e riparo alla panchina e chi si sedeva, è rimasto solo un moncherino alto mezzo metro da terra. Tagliato d’urgenza dopo che due sere fa un enorme ramo è cascato all’improvviso a pochi centimetri da un bambino e da sua mamma. Resta solo quel piccolo promemoria. E resta la rabbia del “popolo del parco Tarragona”, un esercito di genitori e nonni, un mucchio di bambini, tantissimi anziani con le loro badanti. Tutti arrabbiati per quello che sarebbe potuto succedere e, più in generale, per lo stato in cui versa il parco, uno dei polmoni verdi più frequentati e vissuti di tutta la città, grazie anche alla presenza di un punto di ristoro e di un parco giochi. Ma l’apparenza inganna, e gli “inquilini” del giardino che costeggia via Giovanni XXIII, via Manzoni e via Tarragona, proprio a ridosso della chiesa della Mercede, denunciano la grave incuria in cui versa tutta l’area. Scivoli rattoppati con lo scotch per pacchi, strutture per piccolissime arrampicate ormai arrugginite, i tappeti che stanno sotto i giochi vecchi, malandati e insicuri. Per non parlare della recinzione, dalla quale mancano diversi metri sparsi qua e là. Quello che fa più imbestialire è il buco a fianco all’ingresso principale, che viene inutilmente chiuso tutte le sante sere. Ma dopo l’ennesimo episodio, che per fortuna si è ridotto solo a un grande spavento per il piccolo e la madre, solo sfiorati da quel ramo venuto già all’improvviso, ha ridato voce ai tanti che da anni si lamentano per la scarsa attenzione riservata a quei giardini pubblici. «Sono un nonno, qui ci venivo già con i miei bambini e ricordo che non era certo messo molto meglio, ma di certo si potrebbe fare di più per garantire la sicurezza, l’incolumità e la serenità di questo spazio», dice un signore incanutito mentre spinge l’altalena su cui dondola il nipotino. «Non c’è sicurezza, non c’è alcun controllo, il verde non è curato per niente», confida una anziana mentre si gode qualche momento di pace su una panchina circondata da una vegetazione sin troppo spontanea. L’albero caduto si trovava proprio lungo il vialone centrale, quello che inizia dall’ingresso di via Giovanni XXIII e finisce alla cancellata di via Tarragona, di fronte al convitto maschile dell’Alberghiero. «Non sono di qui, frequento questo posto da poco, ma in effetti non mi sembra normale che i giochi siano in queste condizioni», sottolinea una giovanissima mamma. La polemica ha un inevitabile strascico polemico. Le proteste delle mamme e dei vecchini che ogni giorno frequentano il parco non lasciano indifferente Giorgia Vaccaro, esponente della Lega ad Alghero. «Sono anni che urliamo per denunciare lo stato in cui sono ridotti quei giardini», lamenta. «Mattonelle che mancano in diversi punti, giochi malandati, pavimentazione anti-shock non uniforme, camminamenti ridotti a colabrodo, buche e avvallamenti tutti intorno all’area giochi, per non parlare del fatto che a oggi, nonostante le rassicurazioni e gli annunci, ancora manca l’altalena per bambini disabili». Giorgia Vaccaro invita il sindaco Mario Bruno. «Venga a fare un sopralluogo con noi».

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