Palazzo incendiato, rinvio a luglio
di Gian Mario Sias
ALGHERO. «Razionalizzazione del marino? Solo dopo aver fatto il nuovo ospedale». Mario Bruno si getta nella mischia. Gli annunci funebri appesi ai muri di Alghero da ignoti hanno acceso il dibatto...
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ALGHERO. «Razionalizzazione del marino? Solo dopo aver fatto il nuovo ospedale». Mario Bruno si getta nella mischia. Gli annunci funebri appesi ai muri di Alghero da ignoti hanno acceso il dibatto sulla possibile chiusura dell’ospedale marino. L’annuncio di morte – scritto proprio così, senza sinonimi edulcoranti – ha rianimato la politica cittadina. In rapida serie sono usciti allo scoperto il segretario regionale dei Riformatori, Pietrino Fois, la Lega, che ha pure manifestato, e Marco Tedde, leader locale di Forza Italia. Le loro boutade potevano lasciare il dubbio della pura contrapposizione politica, e allora ci hanno pensato Mario Bruno e il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi, a compensare. «Sul diritto a un ospedale moderno e a servizi sanitari potenziati non esistono bandiere, uniti chiediamo massima attenzione», avverte il sindaco, e annuncia per il 30 maggio «un nuovo consiglio comunale aperto». Mimmo Pirisi sottoscrive. «Se non si realizza il nuovo ospedale o non si riqualifica e si amplia il “civile”, non si può depotenziare il “marino” – dice – su questo non ci sono divisioni». Pietrino Fois chiede chiarezza. «A lungo si è usata la penuria di anestesisti come scusa per giustificare la paralisi di Ortopedia, ma ora che ci sono l’attività è bloccata – denuncia – Regione e Ats dicano che intenzioni hanno, quella struttura fino a poco tempo era un’eccellenza della sanità sarda». E poi «si continua con gli interventi di ortopedia nelle sale operatorie dell’ospedale civile, ma quelle del marino sono più grandi, attrezzate e adeguate a interventi specialistici». La Lega è scesa in piazza, le sue bandiere hanno sventolato davanti all’ospedale. Il parlamentare Guido De Martini ha dato forfait, ma gli attivisti si son fatti sentire. «Per Regione e Pd l’ospedale marino deve chiudere e gli algheresi devono cercare altrove risposte ai bisogni sanitari elementari – accusano – anche per l’ortopedia, eccellenza isolana». Il partito di Matteo Salvini chiede subito «un consiglio comunale in ospedale, dove il sindaco dovrà dire da che parte sta». Giovanni Nurra, coordinatore provinciale, e Giorgia Vaccaro, coordinatrice cittadina, avvertono. «Saremo intransigenti». Secco Marco Tedde. «No allo smantellamento dell’ospedale marino – dice – Moirano e Arru vogliono far sparire dal panorama della sanità territoriale una struttura in cui sono stati eseguiti migliaia di interventi di traumatologia, chirurgia ortopedica di elezione e day surgery a ciclo quotidiano, con almeno due sale operatorie in contemporanea dedicate all’ortopedia». L’Ats replica. «Non c’è alcun ridimensionamento dei servizi sanitari e chirurgici», dicono i vertici. «L’attività chirurgica di maggiore complessità si centralizza nell’ospedale civile, che garantisce un percorso post-operatorio sicuro e completo – spiegano – in linea con le direttive della riforma regionale della rete ospedaliera e nel rispetto dei livelli essenziali di sicurezza del percorso clinico del paziente». La ristrutturazione di due sale del blocco operatorio dell’ospedale civile va in questa direzione. Al “marino” si punta ad «accorpare l’attività chirurgica a ciclo diurno, con la costituzione di un polo multi-specialistico di chirurgia ambulatoriale e di day surgery, per ottimizzare l’uso delle sale operatorie disponibili». Una cosa che rischia di essere scambiata per un ridimensionamento.
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