Alghero, ritardo di otto ore sul volo diretto a Bologna

Passeggeri furibondi: senza informazioni, prima bloccati in aeroporto poi a bordo dell’aereo

ALGHERO. Un ritardo mostruoso: quasi otto ore per un volo di settantacinque minuti. Di queste otto ore, oltre due passate a bordo, in un clima di tensione palpabile, l’intervento dei meccanici e l’espulsione di una passeggera esagitata. È l’incredibile vicenda di cui sono stati vittime i passeggeri del volo Ryanair che qualche giorno fa sarebbe dovuto decollare poco dopo le 16 dall’aeroporto “Riviera del corallo” di Alghero per atterrare al “Guglielmo Marconi” di Bologna. «Ci hanno abbandonato per ore, senza assistenza e senza alcuna informazione di quanto succedeva», raccontano i passeggeri inferociti e stremati al loro arrivo in terra emiliana, quando ormai è già passata l’una di notte. Il volo di linea è previsto per le 16.20. Sino all’arrivo in aeroporto nessuno dei passeggeri sa di possibili ritardi o disagi. Superati i controlli di sicurezza, inizia l’odissea e rimangono “in ostaggio” dello scalo per ore.

Quando si avvicina il momento del decollo, arrivano le prime comunicazioni sul possibile ritardo del volo. Nessuna indicazione precisa sullo slittamento della partenza, solo una generica comunicazione di problemi legati allo sciopero dei controlli di volo in Francia, che produce come altre volte un “effetto domino” in tutta Europa. Verso le 18, quando il ritardo rasenta le due ore, l’annuncio: si parte alle 21.45. I passeggeri, contrariati, cercano di chiedere conto alla compagnia.

«Volevamo assistenza, e sapere come farci rimborsare, ma niente», raccontano. Come se non bastasse, «ci hanno lasciato nella zona partenze, bloccati, con il bar ormai completamente sguarnito – protestano – solo sul tardi, quando il bar stava chiudendo perché a quel punto era praticamente sprovvisto di ogni genere alimentare, ci hanno offerto dei voucher messi a disposizione dalla compagnia aerea per rifocillarci». Arrivano anche le 21.45, ma non si parte. Alle 22 i viaggiatori, esasperati, salgono a bordo. Ma non è finita: l’aereo non si può muovere perché si è incastrato il traino utilizzato per il pushback, la procedura attraverso cui viene spinto all’indietro e allontanato dal terminal, per uscire dalla posizione di parcheggio e mettersi nella posizione da cui iniziare il rullaggio.

Come in una candid camera poco originale e per niente divertente, c’è anche chi perde il controllo. Una donna, visibilmente alterata e collerica, dà in escandescenze. Urla, si alza, si agita, protesta animatamente. La sua reazione è fuori controllo e alla fine che viene allontanata dall’aereo: ripartirà dopo una notte trascorsa a cercare di calmarsi e a riacquistare lucidità. L’episodio esaspera ulteriormente gli animi. Gli sfortunati inquilini dell’Alghero-Bologna – perché dopo tanto tempo cambia anche il loro status – passano oltre due ore a bordo, in attesa che si ripari il guasto. Dopo oltre otto ore, passata la mezzanotte, si parte. L’atterraggio avviene all’una e qualche minuto. Ma non finisce qua: molti adiranno le vie legali.
 

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