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Alghero

«Incassi dimezzati per il cantiere»

«Incassi dimezzati per il cantiere»

La società che gestisce la Conad di via Mazzini: «Soluzione subito o licenziamo»

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SASSARI. «A causa dell’eccessivo protrarsi dei lavori abbiamo dimezzato il fatturato, se continua così siamo costretti a licenziare». È l’amaro sfogo dei vertici di Medigest, la società che ad Alghero gestisce i due supermercati Conad di via don Minzoni e di via Mazzini. Il riferimento è al punto vendita con ingresso di fronte al comando della polizia locale. «Stiamo soffrendo, è una situazione che ormai va avanti da un mese e mezzo», lamentano. È notorio che ad Alghero le attività commerciali resistono per tutto l’inverno, tengono aperto per garantire un servizio ai residenti, ma il grosso del fatturato è concentrato durante la bella stagione. «A oggi, gli incassi rispetto a un anno fa si sono dimezzati», è il conto che Medigest presenta ad Abbanoa e a chiunque abbia voce in capitolo. I dipendenti del punto vendita Conad di via Mazzini sono quaranta. «Se non si sblocca immediatamente la situazione, saremo costretti a licenziarne almeno una decina», è l’ultimatum con cui chiedono l’intervento delle istituzioni per porre rimedio a una situazione che al momento è senza via d’uscita, nel senso più letterale dell’espressione. Medigest si fa portavoce di un malessere che, isolato dopo isolato, ha toccato tutti gli operatori di via Mazzini.

«Nessuno mette in discussione l’importanza di quei lavori, né ci arroghiamo le competenze per affermare che i lavori stiano andando più a rilento di quanto dovrebbero», è la precisazione, anche per cercare di creare un clima di confronto più che di scontro. Resta il fatto che non c’è stata alcuna sensibilità, nessun dialogo preventivo, nessuna occasione in cui avremmo segnalato i rischi cui andavamo incontro». Perché «magari delle soluzioni alternative si potevano trovare – insistono – a iniziare dalla chiusura parziale della strada, anziché blindarci qua dentro e rendere il punto vendita inaccessibile». A malincuore, Medigest afferma di non aver trovato sponda neanche nelle istituzioni locali. «Ci siamo appellati anche alla polizia locale, che è nostra dirimpettaia – dicono i dirigenti – ma la strada è ancora chiusa». La strada è distrutta, ma quello è il meno. «Il fatto è che aprono al traffico, poi richiudono, riaprono, richiudono – concludono – in questo modo i nostri clienti sono dissuasi anche solo dal provarci, e per noi è un danno enorme, specie in questo periodo dell’anno». (g.m.s.)

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