Sequestrati oltre 31 chili di polpa di riccio di mare
Operazione della guardia di finanza che ha denunciato cinque persone originarie della Campania
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ALGHERO. Un frigorifero pieno di vasetti di polpa di ricci di mare. Più di trenta chili (31 chili e 360 grammi, per la precisione) di polpa di ricci imbottigliati da una banda di cinque persone originarie della provincia di Napoli ma che in occasione della “campagna del riccio” si erano momentaneamente trasferiti ad Alghero.
A bloccare i ricciai d’oltremare, e sequestrare i 31 chili di polpa, sono stati gli uomini della sezione navale della compagnia di Alghero della guardia di finanza. Fiamme Gialle che già da alcuni giorni erano sulle tracce della banda che, una volta completato il “carico” contava di vendere la polpa dei ricci al mercato del pesce di Napoli.
I cinque però, sono incappati in uno dei controlli effettuati dalla guardia di finanza, sia via terra sia via mare. E la banda di bracconieri del mare è stata sorpresa proprio lungo la costa, sulla Alghero-Bosa, in una insenatura che doveva metterla al riparo di occhi indiscreti.
I finanzieri, però, non sono intervenuti immediatamente ma hanno atteso che i cinque caricassero in macchina la polpa di ricci e l’attrezzatura prima bloccarli. Cosa che è avvenuta poco dopo, quando i cinque si sono addentrati nella zona industriale di Alghero.
A quel punto i cinque hanno ammesso di aver organizzato diverse battute di pesca ai ricci e hanno accompagnato i finanzieri fino all’appartamento che avevano affittato per trasformarlo in base operativa e deposito refrigerato. Deposito che conteneva 112 vasetti già confezionati e pronti a essere venduti, oltre a numerosi vasetti vuoti. I finanzieri hanno sequestrato sia i ricci sia l’attrezzatura e multato i cinque pescatori di frodo per aver catturato i ricci durante il periodo di fermo biologico che prevede il divieto di prelievo dei molluschi scattato il 15 aprile scorso.
Un divieto fissato di anno in anno dall’assessorato regionale all’Agricoltura, che in Sardegna ha competenze anche sul comparto della pesca, e che prevede pesanti sanzioni non solo a chi cattura i ricci di mare durante il fermo biologico ma che fissa rigidi parametri sulla quantità di molluschi che si possono prelevare, a seconda che si tratti di pescatori professionali o sportivi. Per questi ultimi il limite è cinquanta ricci al giorno, mentre i professionali possono catturare mille ricci a persona imbarcata. Le violazioni sono punite con multa che vanno da duemila a dodicimila euro. (p.s.)
A bloccare i ricciai d’oltremare, e sequestrare i 31 chili di polpa, sono stati gli uomini della sezione navale della compagnia di Alghero della guardia di finanza. Fiamme Gialle che già da alcuni giorni erano sulle tracce della banda che, una volta completato il “carico” contava di vendere la polpa dei ricci al mercato del pesce di Napoli.
I cinque però, sono incappati in uno dei controlli effettuati dalla guardia di finanza, sia via terra sia via mare. E la banda di bracconieri del mare è stata sorpresa proprio lungo la costa, sulla Alghero-Bosa, in una insenatura che doveva metterla al riparo di occhi indiscreti.
I finanzieri, però, non sono intervenuti immediatamente ma hanno atteso che i cinque caricassero in macchina la polpa di ricci e l’attrezzatura prima bloccarli. Cosa che è avvenuta poco dopo, quando i cinque si sono addentrati nella zona industriale di Alghero.
A quel punto i cinque hanno ammesso di aver organizzato diverse battute di pesca ai ricci e hanno accompagnato i finanzieri fino all’appartamento che avevano affittato per trasformarlo in base operativa e deposito refrigerato. Deposito che conteneva 112 vasetti già confezionati e pronti a essere venduti, oltre a numerosi vasetti vuoti. I finanzieri hanno sequestrato sia i ricci sia l’attrezzatura e multato i cinque pescatori di frodo per aver catturato i ricci durante il periodo di fermo biologico che prevede il divieto di prelievo dei molluschi scattato il 15 aprile scorso.
Un divieto fissato di anno in anno dall’assessorato regionale all’Agricoltura, che in Sardegna ha competenze anche sul comparto della pesca, e che prevede pesanti sanzioni non solo a chi cattura i ricci di mare durante il fermo biologico ma che fissa rigidi parametri sulla quantità di molluschi che si possono prelevare, a seconda che si tratti di pescatori professionali o sportivi. Per questi ultimi il limite è cinquanta ricci al giorno, mentre i professionali possono catturare mille ricci a persona imbarcata. Le violazioni sono punite con multa che vanno da duemila a dodicimila euro. (p.s.)
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