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Alghero

Tisio-pneumologia chiude i battenti

Tisio-pneumologia chiude i battenti

Da lunedì stop al servizio dopo il mancato trasferimento all’ospedale Marino

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ALGHERO. Lunedì prossimo il servizio tisio-pneumologico di via Sanzio chiuderà. La comunicazione ai vertici dell’Assl e del servizio da parte della direttrice del Distretto sanitario, Serenella Zedda, diventa di dominio pubblico e si registra da un lato l’imbarazzo dell’Ats, che ancora non una soluzione tampone, e dall’altro l’ira bipartisan della politica.

«Il Servizio tisio-pneumologico di via Sanzio opera in locali non idonei e inadeguati» e «numerose anomalie erano state già formalizzate», ricorda Zedda. Nel 2017 si autorizzò il trasferimento del servizio nell’ex Radiologia dell’ospedale marino. «Progetto predisposto e locali liberati – precisa ancora la direttrice distrettuale – ma i lavori non sono ancora iniziati». E dato che «numerose criticità non garantiscono la sicurezza di pazienti e dipendenti», e che «non vi sono immediate soluzioni logistiche alternative», non resta che chiudere. L’Ats ieri pomeriggio ha annunciato con un comunicato che «il servizio di pneumologia sarà trasferito in un altro ambulatorio».

Quale? Non si sa. «È un altro passo avanti verso la demolizione della sanità algherese», tuona Marco Tedde, consigliere regionale di Forza Italia. «È impensabile che dirottare al reparto di Medicina o a Sassari i pazienti di un servizio che ogni giorno fa venti visite per patologie polmonari croniche». Per l’ex sindaco di Alghero, «Arru e Moirano stanno gradualmente depotenziando la sanità algherese, i sindaci prendano posizione e siano a capo di una vera mobilitazione territoriale di protesta». Per il coordinatore regionale dei Riformatori, Pietrino Fois, «siamo al paradosso, l’Ats non ha creato le condizioni per il trasferimento e scarica i disagi sui cittadini». Fois chiede di «fare luce su chi ha responsabilità, per evitare ad Alghero l’ennesima mortificazione». Alla protesta bipartisan si unisce il sindaco Mario Bruno. «Il servizio non chiuda neanche per un giorno – chiede – si trovi una soluzione per assicurare nuovi uffici a un presidio sanitario così importante». (g.m.s.)

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