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«Sì al verde, il palazzo non si fa»

Vincono i residenti, il giudice vieta una nuova costruzione nel giardino condominiale di Villa Asfodelo


13 ottobre 2019 di Nadia Cossu


ALGHERO. Un nuovo palazzo in mezzo a piante, fiori e alberi. L’idea di vedere un cumulo di mattoni e cemento al posto di quello splendido polmone verde nel condominio “Villa Asfodelo” aveva fatto inorridire i proprietari degli appartamenti che attraverso i loro avvocati si erano rivolti al tribunale. Ora un giudice ha stabilito che quel palazzo non si farà.

La controversia inizia nel 2008, quando l’originario proprietario-costruttore del complesso residenziale “Villa Asfodelo”, al centro di Alghero, chiede e ottiene dal Comune la licenza edilizia per costruire un palazzo nell’area adibita da oltre 40 anni a giardino condominiale.

Il condominio insorge e diffida l’imprenditore dall’intraprendere qualsiasi intervento che possa alterare lo stato e la destinazione dell’area verde condominiale mentre due coniugi proprietari di alcuni appartamenti del complesso residenziale, si rivolgono all’avvocato Gian Paolo Campus citando in giudizio l’aspirante costruttore. Sostenevano in particolare che con l’acquisto delle unità abitative avevano acquistato anche la proprietà di una quota parte dell’area adibita a giardino condominiale, area verde che, a distanza di quasi 40 anni, si voleva sacrificare “al dio cemento”.

Della vicenda si era occupato anche il Gruppo di intervento giuridico che aveva inoltrato alla Soprintendenza dei Beni architettonici la richiesta di valorizzazione del fabbricato condominiale, realizzato su progetto dell’architetto Antonio Simon Mossa.

L’aspirante costruttore, oggi 96enne, si era costituito nel giudizio con gli avvocati Cesare Cereda e Marco Radice del foro di Milano, rappresentati in causa dalla collega Barbara Catrocci di Alghero, affermando di essere tuttora proprietario esclusivo dell’area condominiale sulla quale intendeva costruire il palazzo e chiedeva il risarcimento dei danni, quantificati in oltre 800mila euro.

Il condominio e oltre 20 condomini assistiti dall’avvocato Enrico Cossu avevano contestato le pretese dell’imprenditore, puntualizzando che con l’atto di acquisto delle unità immobiliari avevano acquisito, in proporzione al valore dei singoli appartamenti, una quota delle aree destinate – con atti formali firmati dallo stesso costruttore – a giardino condominiale e a parcheggi. Il legale aveva però anche puntualizzato che il condominio, e per esso i singoli condomini, avevano in ogni caso acquisito la titolarità (pro quota) dell’area-giardino per intervenuta usucapione, avendola posseduta, pacificamente ed ininterrottamente per un oltre un ventennio

Altri condomini si erano costituiti nel giudizio con gli avvocati Anna Montresori e Sergio Oggiano, ribadendo l’acquisizione (sempre pro quota), dell’area condominiale adibita a giardino da oltre 35 anni.

Dopo un’istruttoria durata otto anni il giudice civile Lorenza Manca ha riconosciuto in capo ai condomini il diritto di proprietà dell’area adiacente alla “Villa Asfodelo” – sulla quale, a partire dalla metà degli anni Settanta, era stato impiantato il giardino condominiale – per intervenuta usucapione e ha condannato il costruttore al pagamento delle spese del giudizio.

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