Fertilia tra speranza e abbandono

Il mondo delle imprese cerca di ripartire ma cresce l’elenco dei beni dimenticati

ALGHERO. A Fertilia si continua a vivere a due velocità. Se da un lato la comunità imprenditoriale fa di tutto per risorgere, è in atto da qualche tempo il rifiorire di nuove attività commerciali e riconversione di altre, dall’altro non c’è alcun segno tangibile invece sul recupero dell’immenso patrimonio pubblico regionale e statale presente nella piccola città di fondazione. Nel frattempo la lista degli immobili abbandonati al degrado aumenta.

E’ il caso del vecchio ostello dei giuliani di via Zara restituito alla Ligestra due srl, la società che si occupa del patrimonio immobiliare degli enti disciolti, di cui nulla si sa se c’è stato un acquisto dell’immobile diroccato o meno. Ad oggi la struttura è abbandonata e sembra sia frequentata da qualche senzatetto, ma c’è la preoccupazione anche che possa essere vandalizzata. La struttura ha funzionato come ostello fino settembre 2016 gestito da “mamma Margherita” che è stata costretta a cederlo non potendolo acquistare per una cifra che tre anni fa si aggirava intorno ai 500mila euro. Al momento non si sa se poi l’immobile è stato acquistato da qualcuno. «Lascio un pezzo della mia vita e del mio cuore», spiegava durante un intervista della Nuova Sardegna nell’agosto 2016 Mamma Margherita prima di lasciare la struttura-avendo ospitato per quasi mezzo secolo centinaia di giovani e famiglie.

Oggi di due ostelli non ne rimane attivo nemmeno uno, quello comunale per le note cause di forza maggiore è stato riconvertito in casa di riposo temporanea. «Continuo a ricevere richieste dai miei vecchi clienti -spiega mamma Margherita-. Il turismo giovanile low cost cerca queste strutture e Alghero pur possedendo due strutture continua a snobbare questo mercato».

Tornando agli immobili di Fertilia si continua ad attendere l’avvio del primo comparto del piano di riuso turistico di Fertilia, operazione in capo al Comune di Alghero, alle prese con la definizione della procedura che dovrebbe prevedere la permuta di un lotto edificabile in lungomare Rovigno in cambio del restauro del cineteatro e dell’ex casa del fascio. Ma non è dato sapere a che punto si è arenata la procedura. Stessa sorte per Casa Doria edificio diroccato da oltre mezzo secolo e che sta divenendo un serio pericolo per l’incolumità pubblica. Per non parlare infine, dello storico campo di calcio San Marco passato nella gestione comunale e chiuso anch’esso da quasi un lustro. Unica nota positiva recente la vendita dell’hotel Bellavista che si spera possa essere rimesso in funzione dal nuovo proprietario una società sassarese.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes