Attentato alla sede Unipol Ledda rischia la condanna

Assolto venti giorni fa dall’accusa di maltrattamenti perché ritenuto incapace  Per un altro perito nominato dal gup il farmacista è invece risultato giudicabile

ALGHERO. Assolto venti giorni fa dall’accusa di maltrattamenti, perché ritenuto totalmente incapace di intendere e volere da uno psichiatra nominato dal giudice, ieri è risultato invece completamente capace – e dunque giudicabile – da una nuova perizia, richiesta da un altro giudice per un procedimento per il quale a questo punto rischia una condanna non inferiore a quindici anni.

C’è stato un colpo di scena ieri mattina nel corso del processo contro Paolo Ledda, farmacista di 54 anni, accusato di aver cercato di far saltare in aria la sede dell’Unipol di via XX settembre, prima piazzando una bombola di gpl da cucina di fronte a un garage chiuso, nel sottopiano del palazzo che ospita la filiale della banca, poi innescando la bombola con una fonte di calore, collegando alla valvola un tubo in gomma che aveva fatto passare sotto la serranda del garage e infine piazzando una lampada a gas da campeggio con un innesco.

Ledda, difeso dagli avvocati Danilo Mattana e Bastianina Cocco, deve rispondere del reato di strage che prevede pene altissime.

Appena venti giorni fa l’uomo era stato assolto dal giudice Elena Meloni dall’accusa di aver maltrattato la moglie e il figlio «con continue umiliazioni, minacce, percosse, aggressioni fisiche e verbali – scriveva il pm – imponendo loro una serie continua di sofferenze fisiche e morali e un regime di vita intollerabile, esponendoli alla sua incontrollata aggressività, rendendo particolarmente dolorose le relazioni familiari e determinandogli profonda prostrazione».

Secondo la perizia della psichiatra Maria Gabriella Angius Ledda non era però imputabile. La relazione medica era stata trasferita per conoscenza anche negli atti del processo per strage che si sta celebrando davanti al giudice dell’udienza preliminare Carmela Rita Serra con il rito abbreviato.

Ieri nel corso dell’udienza in tribunale a Sassari è stata però depositata anche la nuova perizia richiesta dal gup a un altra psichiatra.

La dottoressa Claudia Granieri ha spiegato in aula che Ledda è capace di intendere e di volere e può affrontare il processo. A questo punto sarà curioso vedere su quale perizia si baserà il sostituto procuratore Beatrice Giovannetti per fare la richiesta di condanna.

Considererà Ledda capace come ha detto l’ultima psichiatra che lo ha sottoposto a una perizia o si baserà su quella che venti giorni fa gli ha consentito di essere assolto? La decisione verrà presa nel corso della prossima udienza prevista per il primi di aprile.

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