Ambientalisti all'attacco: «A Porto Conte in arrivo una colata di cemento»

Il Grig contro gli ampliamenti degli hotel Baia di Conte e Corte Rosada: «L’area è sottoposta ai vincoli paesaggistici e di conservazione integrale» 

ALGHERO. Il Gruppo di intervento giuridico (Grig) punta i fari su due degli hotel più conosciuti della Riviera del Corallo, il Baia di Conte e il Corte Rosada. Nei giorni scorsi l’associazione ecologista ha inoltrato un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti, segnalando l’impossibilità sul piano giuridico di legittimi aumenti volumetrici in aree di massima tutela costiera. «Allo sportello unico attività produttive del Comune di Alghero sono stati presentati due progetti edilizi per demolizione e ricostruzione con aumento di volumetrie fino al 30% ai sensi di un provvedimento legislativo collegato al piano casa per i complessi ricettivi Hotel Baia di Conte e Hotel Corte Rosada, sulla costa di Porto Conte, a due passi dal mare» scrive l’associazione in un documento, sostenendo che la ristrutturazione dei due complessi è solo il pretesto per arrivare a un uso selvaggio del cemento.

«L’area costiera di Porto Conte rientra nell’omonimo parco naturale, è tutelata con vincolo paesaggistico e con vincolo di conservazione integrale. Rientra, inoltre, nella zona di protezione speciale e nel sito di importanza comunitaria “Capo Caccia (con le isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” – prosegue il documento –. L’Hotel Baia di Conte, realizzato dal gruppo imprenditoriale del finanziere libanese Baroudi a partire dagli anni ’70 del secolo scorso con un bel po’ di volumetrie abusive (poi condonate), a più riprese, vari progetti immobiliari ne auspicavano il pesante incremento volumetrico. Progetti speculativi mai tramontati a ovest di Capo Caccia. Oggi, con circa 600 posti letto, in mano alla IFIT – SOGAT s.r.l. (e gestita dal gruppo turistico Tui Nordic), presenta un progetto di demolizione e ricostruzione con aumenti volumetrici da migliaia e migliaia di metri cubi di volumetrie. Così fa anche – sebbene meno ingente – la sassarese Blue Moon s.p.a. che vuol demolire e ricostruire con ampliamenti il vicino Hotel Corte Rosada, sempre a due passi dal mare».

«Per questo non può certo essere emanato il provvedimento che autorizza demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico senza una precedente valutazione di impatto ambientale con esito positivo – conclude il Grig –. Soprattutto, i provvedimenti che autorizzano aumenti volumetrici in aree di conservazione integrale non possono essere in contrasto con la normativa di salvaguardia costiera, come ribadito recentemente con il ricorso del Governo davanti alla Corte costituzionale contro le legge regionale che ha stabilito l’ennesima proroga temporale del piano casa».
 

WsStaticBoxes WsStaticBoxes