«Non bloccate lo sport ossigeno per i più giovani»

Antonello Muroni si rivolge all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza «Non è un servizio accessorio, ma un diritto negato alla salute e al divertimento»

ALGHERO. Parte da Alghero l’appello all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza affinchè i giovani possano svolgere attività sportiva, bloccata recentemente dal Dpcm dello scorso 18 ottobre. A far partire l’appello è Antonello Muroni, operatore sportivo da oltre quarantanni e rappresentante in Sardegna della Federazione Nazionale Operatori Sportivi Ugl.

Muroni ha inviato un accorato appello, facendo leva sui principi della nostra Costituzione, ma anche sulla Convezione dell’Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in tema di sport. «Lo sport giovanile, come la scuola - scrive Muroni - è fondamentale e va salvaguardato, non bloccato». Secondo il tecnico algherese, bambini e ragazzi non devono stare rinchiusi dentro casa, magari seduti ore e ore davanti alle tv, al computer o al cellulare. «Serve realmente una battaglia culturale a tutti i livelli perché i nostri rappresentanti capiscano quale sia il vero ruolo dello sport e come debba essere interpretato nell'ambito delle politiche pubbliche. Lo sport non è un servizio accessorio, un bene di lusso o un'attività non essenziale. Lo sport è un diritto, lo sport è salute, lo sport è un servizio essenziale da garantire e favorire. Affermare che lo sport “non è essenziale”, disconoscendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ignorando il libro bianco Ue e dimenticando il buon senso - evidenzia Antonello Muroni - è, a dir poco, sconfortante. Lo sport è descritto come un’attività tesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, nonché come il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui si realizza. Lo sport favorisce lo sviluppo fisico, previene numerose malattie, insegna importanti valori quali amicizia, solidarietà, lealtà, volontà, lavoro di squadra, autodisciplina, autostima, fiducia in sé e negli altri, rispetto degli altri, comunicazione, leadership, capacità di affrontare i problemi, ma anche interdipendenza».

Lo stesso presidente della Federazione Medici sportivi italiana Maurizio Casasco ha parole dure sulle decisioni prese: «É assolutamente non condivisibile e addirittura assurdo che l’Italia, su indicazione di parte del Cts, probabilmente non conoscendo l’organizzazione sportiva, sia salita sul podio dell'assurdo per aver bloccato esclusivamente tutta l'attività giovanile nello sport. Non esiste un dato epidemiologico, non esiste un dato scientifico, non esiste alcuna logica per fermare i giovani sportivi e permetterlo agli adulti». Nella lettera inviata al Garante dell'infanzia e dell'adolescenza, Antonello Muroni porta a sua esperienza nel mondo dello sport algherese, ma anche coordinatore tecnico per la Sardegna del settore minibasket e scuola, chiedendo un pronto intervento dell'Autorità affinché faccia leva sul Governo per il riavvio dell'attività sportiva anche per i giovani.



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