Cinque bonus che quasi nessuno chiede, ma che possono alleggerire le spese delle famiglie
Esiste una galassia di agevolazioni di Stato per cui viene presentata domanda solo dal 20% degli aventi diritto
Molti cittadini non lo sanno, ma oltre ai bonus più noti – assegno unico, aiuti sulle bollette o incentivi edilizi – esiste una galassia di agevolazioni poco utilizzate. In molti casi perché l’informazione circola poco, in altri perché richiedono procedure specifiche. Eppure si tratta di contributi reali che possono alleggerire le spese quotidiane, ma meno del 20-30% degli aventi diritto presenta domanda.
Ecco cinque bonus attivi o utilizzabili nel 2026 che spesso restano inutilizzati.
Bonus occhiali e lenti a contatto
Il primo è il bonus occhiali e lenti a contatto. Si tratta di un voucher fino a 50 euro destinato all’acquisto di occhiali da vista o lenti correttive. Possono richiederlo i cittadini con Isee fino a 10.000 euro. Il contributo può essere utilizzato presso gli esercizi aderenti oppure come rimborso dopo l’acquisto. La domanda si presenta online attraverso la piattaforma del Ministero della Salute dedicata al “bonus vista”, accedendo con SPID, CIE o Carta nazionale dei servizi. Il voucher ha validità fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Bonus acqua potabile
Un altro incentivo poco sfruttato è il bonus acqua potabile, una detrazione fiscale pensata per ridurre il consumo di acqua in bottiglia. Consente di recuperare il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento o addizione di anidride carbonica dell’acqua del rubinetto. Per le abitazioni private il limite di spesa è di 1.000 euro, quindi la detrazione massima può arrivare a 500 euro. Per ottenere l’agevolazione bisogna comunicare l’acquisto all’Agenzia delle Entrate tramite l’area riservata del sito entro il 28 febbraio dell’anno successivo alla spesa. La detrazione viene poi recuperata nella dichiarazione dei redditi.
Bonus Tari
È lo sconto sulla tassa dei rifiuti per le famiglie con redditi più bassi. Il requisito economico è in genere ISEE fino a 9.530 euro, soglia che sale a 20.000 euro per nuclei con almeno quattro figli. L’agevolazione può arrivare fino all’80% della tariffa. In alcuni Comuni viene riconosciuta automaticamente se l’ISEE è aggiornato, in altri è necessario presentare domanda all’ufficio tributi o tramite i portali comunali. La validità è annuale e va rinnovata presentando la nuova attestazione ISEE.
Bonus affitto giovani
La normativa fiscale prevede una detrazione per chi ha meno di 31 anni e stipula un contratto di locazione per l’abitazione principale. Il beneficio consiste in una detrazione fino a 2.000 euro all’anno nei primi anni di contratto, a condizione che il reddito complessivo non superi circa 15.500 euro. Non è necessario presentare una domanda preventiva: il bonus si ottiene direttamente nella dichiarazione dei redditi, indicando il contratto registrato e i canoni pagati.
Bonus animali domestici
Infine c’è il bonus animali domestici, una detrazione fiscale sulle spese veterinarie sostenute durante l’anno. È possibile portare in detrazione il 19% delle spese veterinarie sostenute per animali da compagnia, oltre la franchigia di 129,11 euro e fino a un limite massimo di circa 550 euro di spesa annuale. Anche in questo caso l’agevolazione si recupera tramite dichiarazione dei redditi, conservando fatture e ricevute fiscali del veterinario.
Regola d’oro: Isee aggiornato
La regola che vale per quasi tutti questi incentivi è una: avere l’ISEE aggiornato. Molte agevolazioni – dalle bollette agli sconti sui servizi locali – si attivano solo se la situazione economica del nucleo familiare è certificata tramite la dichiarazione sostitutiva unica.
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