«Satira? No, è soltanto bullismo»

L’assessora Giorgia Vaccaro vittima di “body shaming” in una vignetta di una testata on line

ALGHERO. Una vignetta, la seconda in pochi mesi, di cattivo gusto per attaccare l’amministrazione comunale. E se la prima volta era stato il sindaco Conoci la vittima, stavolta è una sua stretta collaboratrice, l’assessora alle Attività produttive Giorgia Vaccaro, leghista, il bersaglio della testata giornalistica on line Alguer.it che prendendo spunto da un possibile rimpasto in giunta le ha riservato una pesante battuta di “body shaming”, il bullismo diretto all’aspetto fisico delle persone. Decisamente oltre la satira, decisamente oltre il buon gusto.

Il commento. «Questa non è satira ma bullismo che va a colpire l’aspetto fisico – dice Giorgia Vaccaro con un tono pacato – ed è molto triste che questo succeda al giorno d’oggi, in tempi nei quali si parla tanto di politiche di inclusione, di come fare a non far sentire diverse le persone. Se devo essere sincera, quello che mi dispiace è non tanto che ci sia stato un attacco personale nei miei confronti o diretto all’amministrazione comunale, quanto che qualcuno voglia far passare un messaggio sbagliato. Per di più su una testata on-line, che può facilmente raggiungere i più giovani». Giorgia Vaccaro altre volte era finita nel mirino di Alguer.it «ma erano effettivamente vignette satiriche, non avevo avuto problemi ad accettarle. Stavolta si è andati decisamente oltre, l’unico commento che posso fare è che hanno messo nel mirino l’aspetto fisico perché è l’unica cosa sulla quale possono attaccarmi. Onestamente non so nemmeno chi sia il vignettista, non ho mai avuto a che fare con lui, non so che cosa faccia nella vita. Le attestazioni di solidarietà che ho ricevuto sono state tantissime, anzi ho saputo di questa vignetta proprio da un messaggio di una persona che esprimeva il suo sdegno. Se ho ricevuto delle scuse? No, nessuno si è fatto vivo. E nemmeno si è fatto vivo qualcuno dell’opposizione, anche questo non lo trovo carino perché davanti a certe mancanze di rispetto si dovrebbe andare oltre le posizioni politiche».

La solidarietà. «Qualcuno dice che la satira sia una sorta di “zona franca” nella quale tutto è consentito» è il commento del sindaco Mario Conoci, a questo punto “compagno di sventura” di Giorgia Vaccaro e che ha preferito, visti i precedenti, affidarsi a un commento pubblico sulla sua bacheca di Facebook. « Io penso ci siano dei limiti – aggiunge il primo cittadino –. La rappresentazione di atti violenti contro chiunque è un limite. L’uso di caratteristiche fisiche o personali è un limite. Ce ne sono altri, ma mi limito a questi. Non si tratta di buono o cattivo gusto, si tratta del rispetto per la dignità delle persone. Anche per la satira ci sono confini che non devono essere superati».

«La satira è un’arte antica e nobile, quando è usata con sapienza per esercitare una critica costruttiva della vita sociale e politica – dice in una nota Alberto Bamonti, capogruppo e segretario cittadino Riformatori –. Colpire e affondare una persona per le sue caratteristiche fisiche non è più satira ma body shaming travestito da satira. Ciò che desta preoccupazione è che questa pratica sia rivolta ad una donna, ed in una società moderna e progredita non è più tollerabile accettare questo atteggiamento sessista, che per di più si amplifica attraverso la diffusione con reti sociali e testate online. Per cui mi appello a chi fa satira, al suo senso di responsabilità ed alla funzione educativa che questa arte deve avere, affinché porga le sue scuse all’assessora Vaccaro, per questo grossolano scivolone. Pensiamo che è una madre di famiglia. Ci si rende conto oppure no?».

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