La Nuova Sardegna

Alghero

Onore ai cinque eroi del carcere

di Nicola Nieddu
Onore ai cinque eroi del carcere

Ieri la commemorazione degli agenti che 75 anni fa persero la vita per fermare una maxi evasione

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ALGHERO. Il 18 novembre di 75 anni fa, cinque agenti di custodia del carcere di Alghero persero la vita nel tentativo di bloccare l’evasione di sei ergastolani.

Il vice brigadiere Ettore Scalas, le guardie Giovanni Bacchiddu, Salvatore Doro, Paolo Pittalis e Ugo Cariddi sono i nomi delle cinque vittime di una vicenda drammatica che ancora oggi viene ricordata con commozione da tutta la comunità.

Ieri mattina, nel cimitero di Alghero, con tutte le prescrizioni dovute all’emergenza sanitaria in corso, è stata deposta una corona di alloro, benedetta dal cappellano della casa di reclusione algherese, alla presenza del direttore del carcere Elisa Milanesi, del comandante della polizia penitenziaria Antonello Brancati e una rappresentanza del corpo di polizia penitenziaria.

Nel rapporto che il direttore del carcere di allora, Ugo Costa, inviò al ministero della Giustizia presso il Tribunale di Sassari, si legge testualmente: «Ore 4.10 circa di oggi diciotto novembre, mentre agenti di custodia eseguivano ispezione notturna, sezione camerotti, sono stati aggrediti da sei ergastolani, ristretti nella prima cella, armati di coltelli occasionali». «Uccisi quattro agenti – prosegue il rapporto del direttore del carcere dell’epoca – feriti gravemente due, tra cui un allievo. I sei ergastolani, compiuto il misfatto, sono riusciti ad evadere, usando le chiavi tolte agli agenti uccisi, scalando la tettoia e il muro di cinta».

Questo in sintesi il messaggio che prosegue con i nomi degli agenti uccisi, di quelli feriti uno dei quali morirà poche ore dopo il ricovero in ospedale, e dei sei detenuti ergastolani evasi: Pasquale Farina, Giovanni Farina, Antello Granello, Giuseppe Satgia, Nicolò Uleri e Antonio Pili.

Il 1945 è l’anno della conclusione della Seconda Guerra mondiale, con la città di Alghero, reduce, due anni prima, da un pesante bombardamento da parte degli aerei inglesi, che cercava di rialzarsi tra mille difficoltà. Ma, il 1945, è anche l’anno in cui il Corpo degli agenti di custodia entra a far parte delle forze armate, organizzato militarmente con passaggio alle dipendenze del Ministero di Grazia e Giustizia.

L’eccidio nel carcere è stato un altro duro colpo inferto ad una comunità già pesantemente colpita. In quegli anni il carcere algherese era un bagno penale tra i più duri.

Una ferita che la città porta ancora e che non vuole dimenticare, una pagina di storia triste.

Sette anni fa, esattamente il 7 giugno 2013, l’allora ministro di Grazie Giustizia, Annamaria Cancellieri, consegnò la medaglia d’argento alla memoria, ai familiari degli agenti di custodia vittime dell’eccidio. Nel corso della stessa cerimonia, fu consegnata una medaglia d’argento anche a Giulio Moi, all’epoca dei fatti giovane allievo agente di custodia, rimasto ferito durante la tragica evasione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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