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Alghero

«Paga i cerchi in lega o morirai»: in 3 a giudizio

«Paga i cerchi in lega o morirai»: in 3 a giudizio

Un 23enne compra un’auto per mille euro, un imputato lo minaccia: mancano 100 euro, ti uccido

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ALGHERO. Uno degli imputati (una donna) avrebbe prima venduto una macchina a un giovane di Alghero, poi una volta ricevuta la somma pattuita lo avrebbe, con la collaborazione di altre due persone, minacciato più volte chiedendo ulteriori cento euro per i quattro cerchi in lega che secondo la venditrice non sarebbero stati compresi nel prezzo iniziale.

Sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di estorsione in concorso dal gup Carmela Rita Serra i tre algheresi Andrea Angioni, 33 anni, Sara Fusco, di 40, e Luigi Milo, di 25 anni (tutti difesi dall’avvocato Danilo Mattana).

I fatti risalgono al 2017 quando la Fusco aveva venduto alla parte offesa, un 23enne (parte civile nel processo con l’avvocato Claudio Mastandrea), una Volkswagen Golf insieme a quattro cerchi in lega, per la somma complessiva di mille euro.

Nella richiesta di rinvio a giudizio vengono ripercorsi i fatti e le accuse a carico degli imputati. Dopo circa venti giorni, infatti, Angioni (compagno della venditrice) avrebbe chiamato al telefono l’acquirente chiedendogli il pagamento di cento euro quale corrispettivo dei cerchi in lega perché, a suo dire, non erano compresi nel prezzo della Golf. Il 23enne non aveva assecondato la richiesta sostenendo che gli accordi non fossero quelli.

A quel punto, passato qualche giorno, sarebbero partite le telefonate minatorie da parte di Angioni e Milo (parente della 40enne) sia verso il giovane che aveva comprato la macchina che verso i suoi familiari per costringerlo a consegnare a Sara Fusco i cento euro. Un giorno il compagno di quest’ultima si sarebbe anche presentato a casa della mamma dell’acquirente «esternando minacce di morte nei confronti del figlio qualora non avesse aderito alla sollecitata richiesta di pagamento». Minacce che erano state pubblicate anche su Facebook con commenti offensivi e intimidatori del tipo “carogna, infame, quando e se trovo la macchina te la incendio”. In un’altra occasione la Fusco, come scrive il pm, avrebbe seguito il 23enne che era in auto con la propria fidanzata «inducendolo a fermare la marcia». La donna avrebbe afferrato per un braccio la ragazza e il giovane sarebbe stato costretto a fuggire. Qualche ora dopo Milo avrebbe chiamato l’acquirente della Golf accusandolo di aver investito Sara Fusco «e lo minacciava dicendogli che lo avrebbe ucciso».

La prima udienza del processo si terrà ad aprile. (na.co.)

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