Oliva: «Lavori al porto per attrarre crocieristi»

Il rappresentante della storica agenzia marittima lancia idee per la ripartenza dopo la pandemia

ALGHERO. La Riviera del Corallo necessita di un piano strategico di marketing territoriale e di comunicazione che non si fermi ad Alghero, ma che coinvolga tutti i principali player territoriali del nord ovest dell’isola. Ad intervenire è Andrea Oliva, rappresentante legale della storica agenzia marittima Oliva, che da oltre 60 anni si occupa di turismo, soprattutto crocieristico. In previsione di una ripartenza post pandemia, occorre farsi trovare pronti, con una programmazione fatta ad hoc e Oliva sottolinea che «Alghero è il terzo scalo sardo, dopo Cagliari e Olbia, con una media di 20/22 arrivi di navi da crociera ed è certamente al primo posto per quanto concerne la qualità della clientela: il 90% delle navi che approdano sono di piccola/media stazza e di lusso. La città avrebbe tutti i requisiti per diventare un “port of call” di estremo interesse, dalla ricchezza storico/culturale ai servizi di livello che offre, l’organizzazione mercantile, la ristorazione e le strutture ricettive di buona qualità, oltre a strutture sanitarie valide e un aeroporto internazionale ben attrezzato. È necessario predisporre una mappatura delle esigenze e delle richieste dei viaggiatori per individuare le migliori offerte turistiche segmentate per fascia di interesse».

Per quanto riguarda il porto algherese, Oliva ritiene che sia necessario eseguire dei lavori sul fondale per favorire le manovre delle grandi navi. «Il maggiore sviluppo e traffico del porto e dell’aeroporto – prosegue Andrea Oliva – potrebbe accompagnarsi a vicenda in un quadro ove gli armatori e le compagnie crocieristiche, viste le condizioni della struttura portuale e considerata la centralità di Alghero nel Mediterraneo occidentale, valutino la possibilità di effettuare "turn around" dei passeggeri o degli equipaggi nel porto con arrivi e partenze delle persone dall’aeroporto».

Oliva conclude sottolineando che «sono necessarie scelte e decisioni coraggiose per razionalizzare e individuare nuove aree per l'assistenza alla nautica da diporto con particolare riferimento a quella categoria di yacht e barche a vela di proprietà di armatori continentali ed europei che potrebbero lasciare le loro imbarcazioni a svernare ad Alghero, piuttosto che in altri porti del Mediterraneo e del Tirreno». (n.ni.)

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