Borgate e beni comunali: scoppia la polemica

Scambio di accuse tra una parte della maggioranza, il capogruppo del Pd e il Comitato di Maristella

ALGHERO. I beni delle borgate vanno valorizzati con un progetto di respiro strategico. Sull'argomento intervengono Nunzio Camerada di Forza Italia, Nina Ansini dell'Udc, Monica Pulina e Giovanni Monti del Gruppo misto e Giuliano Tavera del Psd'Az in risposta alle affermazioni della presidente del comitato di Maristella, Tonina Desogos, che lamentava una mancata attenzione nei confronti delle borgate.

In una precedente nota una parte del centrodestra algherese chiedeva ai colleghi della maggioranza comunale di «revisionare il piano strategico, inserendo in un progetto omogeneo e di grande respiro l'uso delle strutture pubbliche oggi funzionalmente indefinito. L'ex caserma dei carabinieri e piazza Pino Piras, il Caval Marì, il colle del Trò, i locali dell'ex Circolo Marinai, la ex Capitaneria di Porto sono strutture che se inserite all'interno di un progetto organico realizzerebbero ricadute importanti sotto il profilo dell'utilizzo pubblico e della soddisfazione di richieste di funzioni tese a incrementare la crescita sociale ed economica. Anche, a titolo d'esempio, per la promozione delle straordinarie produzioni agroalimentari del territorio». Sul tema borgate Camerada, Ansini, Pulina, Monti e Tavera, evidenziano l'importanza delle borgata nella crescita del territorio, convinti che «occorra lavorare per una piena integrazione economica e sociale delle borgate con il centro urbano, diluendo le distanze funzionali, economiche e sociali, e fruendo delle loro straordinarie potenzialità».

Sul fronte dell’opposizione da registrare l'intervento di Mimmo Pirisi, capogruppo Pd, che si dice sorpreso che «la proposta di una parte della maggioranza, non manifesti interesse e non ne parli dei beni che, dal 2019, sono stati ceduti dalla Regione al comune di Alghero. Mi riferisco - ha evidenziato Pirisi - a quegli immobili presenti nelle borgate del bonifica algherese. Beni che dovrebbero rientrare a pieno titolo in una seria e programmata riqualificazione utile al loro ripristino e al loro rilancio in chiave sociale, prima di tutto, ed economica per il territorio di conseguenza. Mi sarei aspettato - ha concluso Pirisi - un accenno a questa problematica, un interessamento da questa amministrazione, così come l'aveva pensata l'amministrazione di Mario Bruno, quando con molto coraggio votò per l'acquisizione dei beni. Invece nulla».(n.n.)



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