Chiesto lo stato di calamità naturale

Dopo la gelata di mercoledì il sindaco ha sollecitato un provvedimento Regione

ALGHERO. Riconoscimento dello stato di calamità naturale: è quanto chiede il Comune di Alghero con una richiesta urgente, a firma del sindaco Mario Conoci, inviata agli uffici regionali in seguito alla gelata notturna avvenuta nei giorni scorsi che ha distrutto gran parte delle colture del territorio attorno alla città come vite, olivo, fruttiferi vari.

«Considerato – è scritto nella delibera – che i danni paventati saranno certamente di notevole entità, atteso che la distruzione, ad opera del gelo, dei tessuti dei germogli vegetali comprometteranno, in misura elevata, le produzioni dell'annata agraria in corso, con gravi danni sia per le produzioni primarie che per le filiere di trasformazione delle stesse e che, pertanto, sarà necessario garantire ai produttori agricoli i ristori che la legge prevede in circostanze come quella di cui al presente atto».

Sull'argomento c'è da registrare un nuovo intervento dei consiglieri comunali di centrosinistra: «le istituzioni devono supportare con ogni mezzo le imprese agricole, a cominciare dalla dichiarazione dello stato di calamità naturale e dai relativi ristori. Le prossime settimane saranno decisive per capire il livello del danno». Nella nota precisano anche che «per le tenute Sella & Mosca, per le quali inizialmente si parlava di percentuali di danno fino all'80%, nel contatto con la direzione dell'azienda ci viene comunicato che i danni sono ancora in fase di valutazione e che per ora non è possibile fare stime. Tuttavia – concludono i consiglieri comunali di centrosinistra – la preoccupazione diffusa dagli agricoltori del territorio è altissima e ribadiamo pertanto con forza la necessità che giungano risposte concrete e sollecite all'intero comparto, fatto anche di tante imprese familiari che vivono dal loro duro lavoro e che vedono svanito l'immane sacrificio».

Già due anni fa le campagne algheresi avevano dovuto fare i conti con una calamità naturale. In quell’occasione, ha ricordato il direttore generale di Sella & Mosca Giovanni Pinna, era stata una maestralata gelida che «aveva compromesso il quaranta per cento della produzione». Ora i danni potrebbero anche essere superiori e l’altra grossa azienda vinicola del territorio, la Cantina di Santa Maria La Palma, teme gravi conseguenze per la prossima vendemmia.

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