Concorso per guide turistiche, flop clamoroso in Sardegna: su 500 partecipanti promossi solo in due. «Sembrava Squid Game»
Tra i bocciati laureati, professionisti e specialisti del settore. Dana Ricciu: «Domande impossibili, così si scoraggia chi lavora nel turismo»
Sassari Nella stessa aula d’esame, sede regionale Cagliari, liberi professionisti, laureati, «chi anche con due lauree», profili specializzati, curriculum con master, corsi e anni di esperienza. «Ma su 500 ammessi alla prova scritta, l’hanno superata appena in due: è incredibile».
Il numero più basso tra tutte le sedi regionali di un concorso che è diventato un caso nazionale. Un flop clamoroso. Dana Ricciu, olbiese, è tra i tanti esclusi. «Quando ho ricevuto l’esito è stato un lutto. Aspettavo la possibilità di un’abilitazione da dieci anni, mi sono vergognata. Poi invece ho visto che in molti avevano avuto lo stesso risultato...».
L’eccezione sono i promossi, a cui staranno fischiando le orecchie. Si parla del concorso per guide turistiche svoltosi a fine 2025, il primo dalla riforma della categoria. Le domande di partecipazione sono state oltre 29mila, gli ammessi allo scritto 12mila, i promossi appena 230. Sembra uno Squid game che a ogni passo decima i concorrenti, e c’è da aspettarsi un altro bagno di sangue agli orali. Il programma d'esame diffuso dal ministero del Turismo era vago e vasto. Le indicazioni: studiare arte, storia dell'arte, geografia e archeologia. Possibili domande: una tabella con più di 500 siti d’interesse in tutta Italia («pubblicata circa quaranta giorni prima dell'esame»).
Dana Ricciu è attivissima in Gallura, studentessa di Unica, istruttrice di trekking iscritta al Coni, consulente turistica con l’associazione Sardinia’s hugs, responsabile operativa della Batteria militare di Punta Talmone a Palau, che apre nelle giornate del Fai, e referente del cammino di Santu Jacu. «Aggiungo, ancora, aspirante guida turistica da più di dieci anni – sorride –. Mi sono messa a studiare sei mesi prima, ho guardato tanti video e documentari messi a disposizione dai docenti che ci preparavano per i corsi».
I quesiti erano dettagliati. Molto. «Passi la domanda sul tipo di marmo del Duomo di Milano, che anche se studi per fare la guida in Sardegna è un tipo di informazione che dovresti sapere, fa parte del bagaglio generale. Ma altre erano impossibili». Ne mostra alcune, dalla prova che l’è stata inviata con le correzioni. «La riserva di Montedimezzo è compresa nel bacino di quale fiume?» è per intenditori, un’altra istiga all’onanismo artistico: «Nell’opera I funerali di Togliatti (1972) di Renato Guttuso, conservata presso il Mambo - Museo d’arte moderna di Bologna, tra la folla dei partecipanti al funerale l’artista ha volutamente inserito alcune figure storiche, come quelle di?».
E la povera aspirante guida che voleva entrare nell’albo per raccontare i siti archeologici della Gallura può solo alzare le mani. «Su 80 domande ho risposto bene a 40, sette le ho saltate, perché una risposta mancata valeva più di una sbagliata». Ma allora chi è passato è un genio? «In molti casi è successo per mezzo punto o un punto, ed è gente che ha studiato quanto gli altri, senza fare nulla di straordinario. Sono i primi increduli».
Un concorso strutturato così, riflette Dana, «sembra spingere all’abusivismo della professione, sono sicura che neanche chi è già guida turistica lo avrebbe passato». L’olbiese ha aderito a una mobilitazione contro il ministero sui social, alcuni gruppi minacciano maxi ricorsi. «L’anno prossimo ritenterò, spero nel frattempo rivedano qualcosa. Ho scoperto che per le domande ci sono dei metodi matematici, magari proverò anche quelli», ride. Non ha perso l'entusiasmo per la professione, almeno quello.
