Alghero, lettera con una rosa rossa per contestare l’assessora

Singolare iniziativa di due cittadini delusi dalle politiche adottate per le imprese. Destinataria è Giorgia Vaccaro, titolare delle deleghe allo Sviluppo economico 

ALGHERO. Una rosa rossa per l'assessora allo Sviluppo economico Giorgia Vaccaro. Così due cittadini algheresi, Gianni Mariani, gestore di un bar, e Antonio Baldino, di professione vigile del fuoco, conosciuto in città per il suo impegno nel mondo dello sport e del sociale, hanno inviato il fiore accompagnato da una lettera di protesta. Una protesta pacifica, per certi versi inusuale, dove evidenziano il loro dispiacere per una politica che non sta aiutando le imprese locali in questo momento particolarmente pesante, con il Covid-19 che ha colpito a morte l'economia, soprattutto quella dei piccoli commercianti. «Alle proteste di piazza dove spesso assistiamo a situazioni dove si trascende nelle azioni violente, siano esse verbali o fisiche, così abbiamo scelto di affrontare il problema con un gesto simbolico, quello della rosa. Non vogliamo fare la guerra all'assessora Vaccaro, ma essere ascoltati, coinvolti».

Nella lettera, Gianni Mariani e Antonio Baldino, ammettono che amministrare in questo periodo è difficile per tutti: «Sappiamo che prendendo qualsiasi decisione si accontenta gli uni a discapito di altri». La lettera prosegue sottolineando la profonda delusione nei confronti dell’intera classe politica italiana, ma anche nei confronti di quella locale con Mariani e Baldino che dicono di provare profondo distacco anche dalla stessa assessora Vaccaro che «rappresenta l’assessorato delle partite Iva e dell’intero commercio cittadino. Dopo un anno di tante promesse disattese, non riusciamo a capire alcune restrizioni e alcune chiusure». Secondo i due firmatari della lettera, «vista la percentuale di guariti, di vaccinati e di tamponi crediamo fortemente in queste possibilità di rilancio: apertura al pubblico di locali come bar, ristoranti, parrucchieri, negozi di abbigliamento e via discorrendo, chiaramente rispettando il distanziamento sociale, mascherine e ospitando clienti in base ai metri quadrati a disposizione».

Gianni Mariani e Antonio Baldino precisano che «bar, ristoranti, parrucchieri e negozi di abbigliamento potrebbero benissimo aprire con tutta una serie di prescrizioni, controlli giornalieri. Però bisogna ritornare a vivere, non possiamo andare avanti così. Ci sentiamo presi in giro quando vedi che certe attività non possono aprire per pericolo assembramento, poi vedi file interminabili di gente ai supermercati, sugli autobus, nelle scuole e via discorrendo».

Sapendo che su certi argomenti, l'amministrazione comunale, in ogni caso, deve seguire le direttive nazionali, Mariani e Baldino concludono evidenziando che «dalla politica regionale, locale e dall’assessora al Commercio, in primis, ci saremmo aspettati scambi di idee e collaborazione. Cosa che non vediamo. Ci saremmo aspettati le giuste rimostranze nelle aule regionali e, di riflesso, nei piani alti della politica nazionale».

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