Coralli e stelle marine nella rete vietata

La Forestale scopre una “barracuda” e un palamito nell’Area marina protetta

ALGHERO. La chiamano rete “barracuda” perché quando è stesa sui fondali è capace di predare tutte le specie ittiche imprigionandole nelle sue maglie fittissime. L’ha calata qualcuno tra l’isola Foradada e l’isola Piana, nell’Area marina protetta di Capo caccia, svolgendo quella “nuvola” per un chilometro in ha catturato corallo, pesci pregiati e di piccola taglia, stelle marine.

Ma la pattuglia della Base navale del Corpo Forestale di Alghero durante un controllo nelle acque tutelate ha messo fine allo scempio: ha individuato e recuperato la rete con gli argani in dotazione alle motovedette, restituito al mare quanto aveva impigliato ed ora sta svolgendo accertamenti per risalire al proprietario. Non è stato però l’unico attentato all’ambiente scoperto dal Corpo forestale. Nella stessa zona è stato trovato un palamito del tipo vietato. «La “barracuda” è un attrezzo da pesca altamente impattante perché è in mono filo di nylon: proibita all’interno dell’Area marina protetta non seleziona il pesce – spiega comandante della Base navale, Bernardo Brau –. La rete, poi, era sprovvista dei segnali di posizione ai due capi, una boa gavitello che deve avere un’asta da un metro e mezzo 50 mt con bandierina gialla, per evitare che le imbarcazioni in transito possano impattare con le eliche sulle cime, creando di fatto un costante pericolo per la navigazione».

Per questo tipo di illeciti sono previste sia responsabilità di natura penale con deferimento alla Procura della Repubblica, perché mettono a rischio i natanti, sia di natura amministrativa, con sanzioni molto pesanti per infrazioni al Codice della Navigazione e al regolamento dell’Area Marina Protetta.Il palamito recuperato, poi, era una lunga cima con oltre 200 ami con diversi tipi di esche, alcune vietate, ugualmente proibito all’interno dell’Area marina protetta ai pescatori non professionisti. Una nuova operazione di tutela quella del Corpo forestale diretto da Giancarlo Muntoni di una zona dove troppo spesso pescatori abusivi danneggiano la fauna marina con attrezzi inadeguati. Per il Corpo Forestale, che ha tra i compiti istituzionali la salvaguardia delle risorse marine, i controlli servono a contrastare attività illecite e richiamare a una maggiore responsabilità degli operatori della pesca professionale, ma anche ai pescatori sportivi, verso il rispetto delle norme.



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