Indagato il conducente del bus
di Gianni Bazzoni
L’incidente di mercoledì costato la vita al medico Dario Sorrentino. Oggi in programma l’autopsia
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ALGHERO. É indagato per omicidio stradale l’autista del “Beach Bus” che mercoledì mattina ha investito e ucciso Dario Sorrentino, 64 anni, algherese, medico e docente universitario, che procedeva in sella alla sua mountain bike lungo la provinciale 51, nella zona di Mugoni. Il sostituto procuratore Maria Paola Asara del Tribunale di Sassari ha iscritto il 65enne sassarese nel registro degli indagati a conclusione della prima fase delle indagini effettuate dagli agenti della polizia stradale guidati dal comandante, il vice questore aggiunto Inti Piras. Oggi intanto all’Istituto di Patologia forense è in programma l’autopsia sul corpo di Sorrentino.
Diverse le testimonianze raccolte dagli investigatori che stanno ricostruendo nei dettagli la dinamica dell’incidente che si è verificato intorno alle 10,30. Tra le ipotesi al vaglio della polizia stradale c’è quella di una sbandata della bici durante un sorpasso ravvicinato da parte del bus che poi avrebbe travolto in medico. Oppure una perdita di equilibrio di Dario Sorrentino per un problema con l’aggancio dei pedali: da qui la caduta e l’impatto violento con il bus che sopraggiungeva in quell’istante.
Sono situazioni che vengono vagliate con attenzione dagli investigatori, insieme alla testimonianza resa dal belga Jean Louis Gihoul, l’amico della vittima che procedeva - anche lui in bici - a poca distanza e che quindi è il principale testimone del tragico incidente.
«Ero accanto a lui e ho visto tutta la scena – ha raccontato Jean Louis Gihoul – e la prima cosa da dire è che l’autista di un autobus dovrebbe sapere bene che quando si sorpassa un ciclista si deve sempre rispettare la distanza di sicurezza e procedere con grande prudenza, specie durante la stagione estiva quando le strade per il mare sono molto frequentate da ciclisti e pedoni. E da quello che ho visto io, questo l’autista non l’ha fatto».
Secondo il testimone, il bus sarebbe passato molto vicino a Dario Sorrentino, una manovra che - secondo Gihoul - avrebbe provocato la caduta.
Un contributo prezioso per le indagini arriverà dalla perizia che eseguirà oggi il medico legale e che servirà per valutare le lesioni riportate da Dario Sorrentino. Sarà quello il momento in cui si potrà stabilire se il medico è stato prima urtato dal bus e successivamente investito, oppure se è stato travolto mentre si trovava già a terra per altre cause e colpito dal bus che procedeva vicinissimo. Indagini delicate che avranno uno spazio significativo dedicato alle perizie dalla quali si potranno trarre elementi utili per definire l’inchiesta.
Intanto - dopo il drammatico incidente - altri ciclisti ieri hanno evidenziato i rischi che si corrono tutti i giorni in quel tratto di strada (molto frequentato dagli appassionati delle due ruote) e sono diverse le segnalazioni di pericoli scampati in situazioni molto simili a quella che si è verificata mercoledì mattina e che è costata la vita a Dario Sorrentino. Il conducente del bus, invece, ha raccontato di essersi trovato improvvisamente davanti Dario Sorrentino e di non avere potuto fare niente per evitare l’impatto. Nelle prossime ore, una volta conclusi tutti gli accertamenti e esaminate le testimonianze, si potrà avere un quadro completo per stabilire le responsabilità della tragedia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Diverse le testimonianze raccolte dagli investigatori che stanno ricostruendo nei dettagli la dinamica dell’incidente che si è verificato intorno alle 10,30. Tra le ipotesi al vaglio della polizia stradale c’è quella di una sbandata della bici durante un sorpasso ravvicinato da parte del bus che poi avrebbe travolto in medico. Oppure una perdita di equilibrio di Dario Sorrentino per un problema con l’aggancio dei pedali: da qui la caduta e l’impatto violento con il bus che sopraggiungeva in quell’istante.
Sono situazioni che vengono vagliate con attenzione dagli investigatori, insieme alla testimonianza resa dal belga Jean Louis Gihoul, l’amico della vittima che procedeva - anche lui in bici - a poca distanza e che quindi è il principale testimone del tragico incidente.
«Ero accanto a lui e ho visto tutta la scena – ha raccontato Jean Louis Gihoul – e la prima cosa da dire è che l’autista di un autobus dovrebbe sapere bene che quando si sorpassa un ciclista si deve sempre rispettare la distanza di sicurezza e procedere con grande prudenza, specie durante la stagione estiva quando le strade per il mare sono molto frequentate da ciclisti e pedoni. E da quello che ho visto io, questo l’autista non l’ha fatto».
Secondo il testimone, il bus sarebbe passato molto vicino a Dario Sorrentino, una manovra che - secondo Gihoul - avrebbe provocato la caduta.
Un contributo prezioso per le indagini arriverà dalla perizia che eseguirà oggi il medico legale e che servirà per valutare le lesioni riportate da Dario Sorrentino. Sarà quello il momento in cui si potrà stabilire se il medico è stato prima urtato dal bus e successivamente investito, oppure se è stato travolto mentre si trovava già a terra per altre cause e colpito dal bus che procedeva vicinissimo. Indagini delicate che avranno uno spazio significativo dedicato alle perizie dalla quali si potranno trarre elementi utili per definire l’inchiesta.
Intanto - dopo il drammatico incidente - altri ciclisti ieri hanno evidenziato i rischi che si corrono tutti i giorni in quel tratto di strada (molto frequentato dagli appassionati delle due ruote) e sono diverse le segnalazioni di pericoli scampati in situazioni molto simili a quella che si è verificata mercoledì mattina e che è costata la vita a Dario Sorrentino. Il conducente del bus, invece, ha raccontato di essersi trovato improvvisamente davanti Dario Sorrentino e di non avere potuto fare niente per evitare l’impatto. Nelle prossime ore, una volta conclusi tutti gli accertamenti e esaminate le testimonianze, si potrà avere un quadro completo per stabilire le responsabilità della tragedia.
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