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Alghero

Di Gangi: «Seguirò il mio partito»

di Nicola Nieddu
Di Gangi: «Seguirò il mio partito»

L’ex assessore al Turismo di Fratelli d’Italia parla dopo il ritiro delle deleghe da parte del sindaco

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ALGHERO. Estate caldissima, anzi bollente per la maggioranza al governo della città soprattutto dopo la decisione del sindaco Mario Conoci di ritirare le deleghe all'assessore Marco Di Gangi. Una sorta di congelamento dopo l’ormai famosa lettera con la quale l’assessore Di Gangi segnalava una presunta incompatibilità giuridica e statutaria fra i ruoli di direttore, presidente e amministratore delegato della Fondazione Alghero (ex Meta), tutti in capo ad Andrea Delogu. Un fulmine per il sindaco, certamente non a ciel sereno, che suona come il vero e proprio inizio di una verifica amministrativa latente da mesi e mai formalmente aperta dallo stesso Conoci. Mentre il sindaco, su questa vicenda, prosegue sulla linea del silenzio stampa, Marco Di Gangi qualcosa inizia a dirla anche se, secondo alcuni, con quella lettera, avrebbe già detto abbastanza, forse troppo.

Che tra Di Gangi e Delogu non ci fosse un grande feeling lo si era intuito da tempo. Assessorato alla Cultura, Spettacoli e Turismo e Fondazione Alghero devono andare a braccetto, invece così non è stato, evidentemente. Su questo punto e sul ritiro delle deleghe Di Gangi preferisce non parlare: «Poiché non intendo concorrere ad alimentare ulteriori polemiche ora mi limito a dichiarare che ogni cosa verrà chiarita a tempo debito». Insomma, Di Gangi sembra aspettare qualche altra mossa, poi si vedrà. Tra le varie ipotesi, più o meno attendibili, c'è anche quella che lo vedrebbero ancora assessore della giunta Conoci, ma con deleghe diverse. Su questo punto, Di Gangi sembra propenso, quanto meno a valutare, anche se evidenzia che «ogni eventuale decisione in proposito verrà valutata e assunta dal partito attraverso i propri organi».

Intanto il partito Fratelli d'Italia difficilmente vorrà privarsi dell'uomo più votato della propria lista alle scorse elezioni comunali: Di Gangi 284 preferenze, davanti a Mulas con 219 e Grossi 187. Un solo posto in consiglio comunale con Di Gangi che, avendo accettato l'assessorato su nomina del partit si era dimesso da consigliere facendo spazio a Christian Mulas, primo dei non eletti. E proprio Mulas che ha sempre difeso Di Gangi, ora ne prende le distanze. «La decisione da parte del sindaco di congelare le deleghe all'assessore Di Gangi, non ha dato una bellissima immagine al partito – ha detto Mulas – la mia posizione, visto anche il non coinvolgimento dell'azione intrapresa dall'assessore Di Gangi, mi ha totalmente spiazzato e disorientato. Ho sempre difeso la linea dell'assessore, ma ho dovuto prendere le distanze dal documento inviato per difendere l'alleanza che c'è con la coalizione e maggioranza ad Alghero e in Regione».

Sulla vicenda è intervenuta anche l’opposizione di centrosinistra in consiglio comunale con una nota dove critica l'operato del sindaco Mario Conoci: «Per evitare di innervosire, ulteriormente, Forza Italia in vista della votazione del rendiconto – si legge – , Conoci ha finalmente fatto la sua mossa. Una mossa da illusionista che lascia a bocca aperta tutti, forse anche Giorgia Meloni e il suo partito. Conoci non sceglie: ritira le deleghe all'assessore per lesa maestà, ma non va fino in fondo, l'assessore resta in carica e può partecipare alla giunta. Per la prima volta nella storia Alghero avrà, così, un assessore, ma senza deleghe, e non avrà un delegato al turismo nel pieno della stagione turistica. Una sorta di sospensione senza obbligo di frequenza - conclude la nota del centrosinistra - Di Gangi resta assessore, deve frequentare, va in giunta, vota, prende l'indennità, ma non ha alcuna delega».

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