Alghero, raid con la candeggina contro le bancarelle dei senegalesi: denunciato un 64enne

L’uomo agiva in sella a una bici, ma la polizia lo ha intercettato e poi denunciato 

ALGHERO. Un pensionato di 64 anni, algherese, è stato denunciato per danneggiamento nei confronti di alcuni ambulanti extracomunitari. L’uomo per due volte, in sella alla sua bicicletta, armato di spruzzino carico di candeggina, è passato di fronte alle bancarelle sul Lungomare Dante e nello spiazzo tra i giardini Manno e via Vittorio Emanuele urlando a gran voce «andate via da qui, lasciate l’Italia» e, allo stesso tempo, spruzzando la candeggina. Diversi i capi di abbigliamento rovinati che non potranno essere messi in vendita: abiti, pantaloni, maglie, parei. La prima volta è accaduto la settimana scorsa, ma l’uomo è riuscito a scappare a bordo della sua bicicletta. Qualche giorno dopo è tornato, sempre in bicicletta con in mano lo spruzzino carico di candeggina. Questa volta, però, gli ambulanti non si sono fatti sorprendere e hanno avvisato per tempo la polizia di Stato. Dal commissariato di via Kennedy è partita una pattuglia che, sul Lungomare Dante, ha intercettato il pensionato, bloccandolo e sequestrandogli il contenitore. Infine è stato identificato. Per lui è scattata la denuncia per danneggiamento. Contro l'uomo, al momento, ci sono le denunce da parte di tre ambulanti senegalesi e uno pachistano. A queste potrebbero aggiungersi denunce da parte di altri ambulanti colpiti dal gettito della candeggina. Un’incursione razzista in piena regola. Un gesto che va condannato in tutti i sensi. Samba Gueye, rappresentante dei senegalesi ad Alghero, anche lui ambulante, ha voluto sottolineare che «nella Riviera del Corallo ci siamo sempre trovati bene. La comunità senegalese si è integrata benissimo e con gli algheresi ci vogliamo bene. Mai accaduto niente di particolare. Giusto qualche anno fa nella zona dei giardini Manno, qualche tossicodipendente ci aveva preso di mira ed è capitato che ci lanciavano pietre o bottiglie di acqua. Questa situazione è andata avanti per un breve periodo, poi tutto si è tranquillizzato. Ora il gesto di questo signore anziano è davvero brutto. Una persona che dovrebbe dare il buon esempio ai più giovani, invece si mette a insultare e danneggiare chi lavora con onestà. Secondo me non possiamo considerarlo una persona normale, perché nessuno può capire un gesto del genere fatto con cattiveria. Nei giorni in cui è accaduto il fatto – ha proseguito Samba – non ero presente ne sul lungomare Dante né ai giardini Manno, però ho sentito i miei amici e colleghi e so che diversi capi di abbigliamento sono stati rovinati. Al di la della perdita economica è il gesto che preoccupa ed è da condannare». Samba Gueye racconta poi la storia della sua famiglia che è legatissima ad Alghero: «Non abbiamo mai avuto problemi, con molti algheresi siamo diventati amici. Ci rispettiamo a vicenda. Mio padre è stato il primo senegalese ad arrivare in questa bella città nei primi anni 80. Io sono arrivato una ventina di anni fa, mi sono innamorato subito di questa terra e ho portato la mia famiglia».

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