Agente a processo per i messaggi alla moglie di un detenuto: assolto

ALGHERO. Prima l’ha adocchiata durante le visite ai parenti all’interno del carcere, poi ha pensato bene di provarci inviandole dei messaggi sul cellulare.Un approccio diretto con la moglie di un...

ALGHERO. Prima l’ha adocchiata durante le visite ai parenti all’interno del carcere, poi ha pensato bene di provarci inviandole dei messaggi sul cellulare.

Un approccio diretto con la moglie di un detenuto che è costato caro a un agente dell’istituto penitenziario di Alghero che dopo qualche tempo si è visto notificare l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio.

All’agente di custodia veniva contestato infatti il fatto di aver contattato la moglie di un ospite del carcere algherese, dopo aver appreso il suo numero di telefono dal fascicolo del marito detenuto. Una fuga di notizie che a qualcuno, dopo la segnalazione da parte della donna destinataria delle lusinghe alla direzione dell’istituto di pena, era sembrato un reato per il quale è prevista una pena che può variare da uno a quattro anni di reclusione.

L’agente è così finito a processo e ha dovuto difendersi in un’aula da quell’accusa che avrebbe potuto fargli perdere il posto di lavoro. Difeso dall’avvocato Elias Vacca, l’agente è però riuscito a dimostrare in aula di aver commesso una leggerezza, ma certamente non un abuso d’ufficio e il giudice lo ha assolto. (l.f.)

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