La Nuova Sardegna

Trasporti

Continuità aerea pronta al decollo, dagli sconti alle fasce orarie: ecco cosa prevede

di Andrea Massidda

	<em>(foto Rosas)</em>
(foto Rosas)

La presidente della Regione e l’assessora ai Trasporti hanno illustrato il nuovo modello

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Cagliari Più voli, orari calibrati sulle reali esigenze dei passeggeri, tariffe agevolate per una platea più ampia e valide tutto l’anno anche per chi viaggia per lavoro. E ancora l’applicazione diretta dello sconto a chi, pur vivendo fuori dall'isola, ha parenti sino al terzo grado residenti in Sardegna. Sono soltanto alcuni dei pilastri del nuovo progetto di Continuità territoriale in vigore da domenica 29 marzo e presentato ieri pomeriggio a Cagliari dalla presidente della Regione Alessandra Todde e l'assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca, che già ipotizzano come utilizzare i tanto soldi risparmiati dalla rinuncia da parte della compagnia Aeroitalia a parte delle compensazioni previste dal bando. «Utilizzeremo quelle risorse per rendere ancora più appetibile il bando “Nuove Rotte” e per rafforzare i collegamenti interni attraverso autobus e treni».

Il nuovo modello di Continuità aerea segna, nelle intenzioni della giunta, un cambio di impostazione rispetto al passato. Le rotte non saranno più rigide, ma adattate alla domanda reale e alla stagionalità, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini. Un impianto costruito dopo «oltre cento incontri con gli stakeholder e una complessa interlocuzione con Bruxelles», evidenzia Manca. «Sono molto soddisfatta, anche se, certo, non è un modello perfetto ma con punti di ulteriore miglioramento», sottolinea Todde, definendolo un sistema in evoluzione più che un traguardo definitivo. Sulla stessa linea l’assessora Manca: «Quando abbiamo iniziato a lavorare su questo modello c’era pessimismo. Oggi vediamo i risultati».

Sul piano operativo, il progetto prevede un incremento stabile delle frequenze e dei posti disponibili su tutte le tratte tra Cagliari, Olbia e Alghero e gli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate, uniche destinazioni attualmente incluse nel regime di continuità territoriale. A ciò si affianca una nuova articolazione degli orari in quattro fasce – 6-9, 9-13, 13-18.30 e 18.30-23 – pensata per garantire maggiore flessibilità. Per quanto riguarda il bando sulla tratta Alghero-Linate (l’unico andato deserto), l’assessora Manca precisato che «per ora è garantito dalla proroga dell’attuale modello e che a breve ne sarà pubblicato uno nuovo sul quale siamo decisamente fiduciosi».

Uno dei capitoli più rilevanti riguarda le tariffe. Per i residenti sono previsti prezzi indicativi di 30 euro a tratta per Roma e 44 euro per Milano, al netto di Iva e tasse aeroportuali, con un risparmio medio stimato tra i 10 e i 15 euro. Le tariffe resteranno inoltre bloccate per due anni, anche in presenza di eventuali aumenti dei costi energetici dovuti alle crisi internazionali. «Modificare le tariffe significherebbe riaprire la negoziazione con il ministero dei Trasporti», spiega la presidente Todde, che evidenzia anche «l’equiparazione ai residenti estesa ai lavoratori e militari con sede stabile in Sardegna, sportivi agonisti (non professionisti), oltre a studenti universitari (fino a 27 anni), giovani fino ai 21 anni, disabili e relativo accompagnatore e anziani sopra i 70 anni, già previsti anche nell’attuale modello».

Restano tuttavia alcuni limiti strutturali. Il decreto ministeriale vigente continua a prevedere solo Roma e Milano come destinazioni in continuità territoriale, mentre i vincoli europei sugli aiuti di Stato rendono complessa l’introduzione di nuove rotte. Su questo fronte la Regione intende proseguire il confronto con l’Unione europea per ottenere maggiore flessibilità per le isole.

A pesare è anche il tema del rapporto con i vettori. L’ipotesi di ridurre l’addizionale comunale per incentivare le compagnie nel periodo di bassa stagione è in valutazione, anche perché l’ipotesi di una cancellazione totale della tassa comporterebbe un costo stimato di circa 34 milioni di euro annui. «Possiamo pensare a investire risorse solo se ci sono proposte concrete, ma i vettori chiedono e poi non si impegnano», chiarisce Manca precisando che «non si tratta di un taglio, ma di risorse che comunque la Regione deve stanziare».

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