Bruno alla giunta Conoci: no a nuovi campi nomadi

L’ex sindaco che nel 2015 aveva guidato il progetto di inclusione lancia l’allarme Alcuni camper di proprietà di famiglie rom trovati in sosta nella piazza di Fertilia 

ALGHERO. «Abbiamo fatto come comunità civile un’azione importante sgomberando sei anni fa un campo rom all’Arenosu e trovando soluzioni abitative. Ma attenzione, ora sembra che la situazione sia sfuggita di mano: ho visto quattro camper sostare oggi nell’area adiacente a piazzale San Marco, a Fertilia, con adulti e bambini rom. Così si rischia un nuovo campo. E non va bene. Non va assolutamente bene». La denuncia è dell’ex sindaco Mario Bruno, ora consigliere comunale, fatta martedì nelle brevi segnalazioni in consiglio, diretto al sindaco Mario Conoci e all’assessora Maria Grazia Salaris. Bruno si è detto disponibile a collaborare anche personalmente: «Subito un tavolo con le associazioni e i servizi sociali, con la Regione e il Centro d’ascolto della Diocesi: tutti soggetti che hanno dato vita al progetto di inclusione sociale delle famiglie rom. Un progetto che ha visto numerose famiglie rom ritrovare un futuro fuori dal campo, con ottimi risultati sotto il profilo dell'inclusione, altre situazioni invece sono risultate più difficili, con resistenze di vario genere».

Il progetto è diventato una buona prassi nazionale, come riconosciuto anche recentemente daI rapporto “Migrantes” che partendo dal modello Alghero ha stilato una guida in Italia per gli enti locali che vogliono andare oltre i campi rom. Il campo sgomberato nel gennaio 2015 era divenuto in 30 anni d'incuria uno dei simboli del degrado della città catalana. Contemporaneamente è scattato il Progetto di inclusione sociale. L’allora sindaco Mario Bruno aveva accompagnato con le associazioni le famiglie dei rom nei nuovi alloggi, ed aveva ringraziato «il prefetto, tutti i settori del Comune, a iniziare dai Servizi sociali, l’Asce Rom, il Centro d'ascolto, le forze dell’ordine e la polizia locale, per questo primo importante risultato».

Il progetto d’inclusione, realizzato grazie al finanziamento della Regione e vincolato all'emergenza rom, è proseguito per sei anni con un accompagnamento delle famiglie sul territorio. Ora la situazione però, tra sfratti e mancanza di risorse, sembra implodere per diverse famiglie. L’assessora Salaris ha risposto affermando che il tema è all’attenzione degli uffici comunali e che vorrebbe presto affrontare la problematica in Commissione. Anche perché la problematica è più vasta: camper di rom sono stati avvistati anche a Maria Pia e fronte l’ospedale civile. Come hanno sottolineato anche la consigliera Monica Pulina del gruppo misto e Maurizio Pirisi della Lega, non si può far finta di niente. Ciò che sta succedendo rispetto al progetto rom è descritto in una delibera della giunta Conoci con la quale si attesta la conclusione del progetto per l'inclusione dei rom al 31 dicembre 2021. Non ci sarebbero più le risorse per sostenerlo. Da qui l'appello alla Regione, finora inascoltato. «Ma nel frattempo non si creino nuovi campi – sottolinea Mario Bruno –. A Fertilia, da tanti giorni, c’è una situazione che si potrebbe consolidare con il passare del tempo».

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