Cala Goloritzè e Cala Mariolu devastate dal ciclone, gli esperti: «Torneranno come prima, ma ci vorrà tempo»
Parlano i geologi marini Gianni De Falco e Vinceno Pascucci
Sassari Quella che nei giorni scorsi ha devastato le coste sud orientali della Sardegna è stata una tempesta eccezionale, un fenomeno raro e dalla forza distruttiva immensa. A partire da Teulada, risalendo verso est, passando per Villasimius, fino alla Gallura, sono tantissime le spiagge che hanno subìto la furia del mare: montagne di alghe, allagamenti, erosione. Alcuni arenili sono stati letteralmente stravolti. Porto Giunco, a Villasimius, è stata sommersa dalla posidonia.
Ma a subire gli effetti più evidenti e impattanti sono state, in particolare, alcune cale delle coste tra Baunei e Cala Gonone. La già piccola spiaggia di Cala Goloritzè è praticamente scomparsa, così come la parte sud di Cala Mariolu, dove le onde sono arrivate fino al costone roccioso. Identica sorte per Cala Luna, dove oltre alla piena della codula (il torrente che quasi ogni inverno sfocia in mare spaccando in due l'arenile), le onde sono arrivate fino all'entroterra. I video che sono circolati giovedì scorso, hanno mostrato tutta la distruzione provocata dalla mareggiata. Ma, come sempre succede di fronte a fenomeni naturali come questo, la natura sistemerà tutto. Le spiagge torneranno belle come prima, sarà solo una questione di tempo.
«Le spiagge si riformeranno: non siamo in presenza di un’interferenza legata a opere dell'uomo. Sebbene la mareggiata sia stata eccezionale, sono abbastanza ottimista sul fatto che gli arenili torneranno presto alla loro situazione naturale». Gianni De Falco, geologo marino del Cnr, non ha dubbi sul fatto che col tempo le coste e le spiagge torneranno alla loro solita conformazione.
«Sono un frequentatore della zona e non avevo mai visto Cala Mariolu in queste condizioni – aggiunge De Falco –. Cala Luna, lo sappiamo, è soggetta alle mareggiate e alle piene della codula. Poco alla volta il moto ondoso ricostituirà anche la spiaggia di Cala Mariolu: potrebbe volerci tempo, ma al momento non abbiamo elementi per stabilire quanto. Non dobbiamo dimenticare che siamo di fronte a un fenomeno naturale, per quanto eccezionale».
I problemi maggiori, secondo l'esperto del Cnr, riguardano le spiagge antropizzate, dove l’arenile arretra e interferisce con le opere umane, come è avvenuto per esempio lungo la strada per Pula. «Quando costruiamo sulle spiagge o nel retrospiaggia, i danni sono inevitabili, ulteriormente accentuati dal cambiamento climatico – conclude De Falco –. La regola è evitare di costruire sulle coste, oppure liberarle e naturalizzarle».
Frane o mareggiate, nel corso degli ultimi 70 anni, hanno modificato le varie cale del litorale tra Baunei e Cala Gonone. Per esempio, Cala Goloritzè si è formata nel 1963 in seguito a una frana. Tutta la costa è soggetta a cadute di massi e purtroppo, l'ultimo gravissimo incidente è avvenuto nell'agosto del 2023 alle Piscine di Venere, quando a causa della caduta di una pietra ha perso la vita una ragazza di Nuoro di 28 anni. La stessa Cala Luna, secondo i racconti di un pescatore di Cala Gonone, originario di Ponza, fino al 1955 era molto diversa da oggi. Nella parte nord, dove ci sono le grotte, c'era il mare. La spiaggia nelle grotte si è formata quell'anno proprio in seguito a una devastante mareggiata, molto simile, per potenza distruttiva, a quella dei giorni scorsi.
La situazione, in ogni caso, come conferma il professor Vincenzo Pascucci, sedimentologo e geologo marino dell'università di Sassari, per la prossima estate dovrebbe tornare alla normalità: «L’erosione delle spiagge in inverno, anche importante come quella avvenuta nei giorni scorsi, è un fenomeno naturale. In primavera le spiagge si ricostituiranno e d’estate saranno come prima».
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