Alghero, Cap d'Any: meglio del previsto

L'albero di Natale a Porta Terra

Ristoranti e i quattro hotel aperti hanno lavorato bene. Ma strade e piazze sono rimaste deserte

ALGHERO. Nessun evento in piazza, ma gli hotel e i ristoranti della Riviera del Corallo che hanno aperto per l'ultimo dell'anno, hanno lavorato bene, seguendo le regole anti Covid, e in molti casi è stato registrato il pienone. Dunque, se da un lato strade e piazze sembravano quelle di una città fantasma, dall'altra c'è da evidenziare la soddisfazione da parte di ristoratori e albergatori. Qualche disdetta c'è stata, ma non in maniera eccessiva, come si era temuto prima di Natale.

A evidenziarlo sono Alessandro Pesapane, ristoratore e rappresentante di categoria della Fipe - Confcommercio, e Stefano Visconti che, oltre ad essere presidente della Camera di Commercio provinciale del nord Sardegna, è proprietario, tra gli altri, dell'Hotel Catalunya. «È stato un capodanno anomalo - ha comentato Alessandro Pesapane -: in giro non c'era nessuno, ma nei ristoranti si è lavorato benissimo. Ci sono state delle disdette nei giorni scorsi, ma non tantissime. Ad esempio nel mio ristorante Aragon, poco prima di Natale, subito dopo la comunicazione di ulteriori misure restrittive anticovid, sono stati disdetti due tavoli. Però, subito dopo li ho rimpiazzati. Alcuni colleghi hanno preferito non aprire a Capodanno per svariati motivi tra cui le disdette. Potrebbe essere capitato in alcuni casi, pochi per la verità, che alcuni ristoranti abbiano avuto molte disdette per cui hanno scelto di non aprire. Però - ha ribadito Pesapane - parliamo di casi ridottissimi. Per il resto, vista la situazione, possiamo dire che è andata molto bene. D'altronde bisogna accettare le regole e rispettarle, altrimenti non si pone fine a questa pandemia. Anche sul fatto della musica live, diversi colleghi, me compreso, hanno offerto anche musica dal vivo come sottofondo al cenone. Alla mezzanotte si è brindato tutti insieme, ciascuno dal proprio posto senza creare confusione o assembramenti. Certo non è come il Capodanno ai quali eravamo abituati, ma - ha concluso - per come sono le cose, è andata alla grande».

Sul fronte alberghiero i pochissimi hotel aperti hanno lavorato. Appena quattro le strutture disponibili in tutta la Riviera del Corallo: Las Tronas, Catalunya, Alma e Margherita. Tutti in città, mentre gli hotel sulla costa sono rimasti chiusi. «Tra il 17 e il 18, con l'aumento dei contagi ci sono state mote disdette - ha detto Stefano Visconti - poi sono arrivate nuove prenotazioni. In una certa misura abbiamo recuperato rispetto al 2019 quando eravamo sold out con la struttura a pieno regime. Questa volta possiamo dire di aver fatto sold out in virtù delle camere messe in vendita o dei coperti messi a disposizione per il cenone di fine anno. In pratica - ha sottolineato Visconti - per senso di responsabilità, non perché fossimo obbligati sia ben inteso, abbiamo messo in vendita solamente 80 camere, lasciando chiusi due piani, e le abbiamo vendute tutte. Così come per il cenone: anziché 140 posti come negli anni pre-covid, abbiamo dato disponibilità di cento posti occupandoli tutti».

Quindi sia i ristoratori che gli albergatori algheresi sono soddisfatti per i numeri registrati per il Cap d'Any. Sia Pesapane sia Visconti hanno ribadito più volte l'importanza di garantire sicurezza ai clienti: meno posti in ristorante e meno camere in vendita. Una decisione che alla fine ha premiato. Sulle presenze in città: pochissimi gli stranieri, qualche turista dalla penisola e la maggior parte provenienti dal sud Sardegna e dal Nuorese. Questo nonostante lo stop ai concerti tanto attesi di fine anno.

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