Cartelli informativi in catalano, polemica infinita

L’associazione “Plataforma per la Llengua” chiede alla Soprintendenza di riammettere l’idioma locale

ALGHERO. Plataforma per la Llengua contesta la decisione della Soprintendenza per i Beni archeologici di Sassari e Nuoro che, nelle scorse settimane, aveva chiesto al comune e al Parco di Porto Conte, di cancellare la traduzione in algherese dai cartelli informativi della Villa Romana di Sant’Imbenia e chiede al Soprintendente Billeci di rivedere la decisione. «Un grave atto discriminatorio – hanno detto i rappresentanti dell’associazione catalana – eppure il catalano è una delle 12 lingue minoritarie riconosciute dalla legge italiana».

Invece, secondo il Soprintendente Bruno Billeci, «il catalano non è una delle lingue ufficiali dell'Unione europea».

«La Ong catalana – si legge in una nota – si unisce alla protesta della Consulta civica per le Politiche linguistiche del catalano di Alghero, di cui Plataforma fa parte, e alla lettera che il sindaco, Mario Conoci, ha inviato alla Soprintendenza, esprimendo stupore e delusione per questa decisione, che, secondo il primo cittadino algherese, è totalmente dissonante con le norme regionali che disciplinano la materia. Aggiungiamo che, a livello europeo, la decisione contrasta nettamente con la filosofia della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie che evidenzia l'importanza di facilitare l’uso delle lingue minoritarie nella vita pubblica e privata».

Plataforma per la Llengua sottolinea come, «anche se è vero che il catalano non è una lingua ufficiale dell'Unione europea, questo fatto non può nascondere il fatto che la lingua è soprattutto e principalmente uno strumento di comunicazione e di affermazione della propria identità. Per questo, ad esempio, l’ufficio di rappresentanza del Parlamento europeo a Barcellona utilizza regolarmente il catalano nella sua comunicazione online». (n.ni.)

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