Stop alla “Casa per ferie” la Regione chiude le porte
di Nicola Nieddu
Il provvedimento interdittivo firmato dal direttore dell’assessorato al Turismo Il Suape del Comune aveva disatteso la richiesta. Si va verso il ricorso al Tar
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ALGHERO. Stop all'attività della “Casa per ferie- Rifugio di mare” nell'ex postazione militare di Punta Giglio. A ordinarlo è stato il direttore generale dell’assessorato regionale al Turismo Ornella Cauli, che nelle 19 pagine del provvedimento interdittivo, inviato all'assessore Giovanni Chessa, al Comune di Alghero e alla cooperativa Il Quinto Elemento, elenca i motivi della decisione adottata dallo stesso ufficio regionale.
Secondo quanto scritto dalla dirigente regionale del servizio, lo stop al funzionamento della struttura si rende necessario perchè «difettano i presupposti di diritto e di fatto per il suo esercizio, considerato che risulta sussistere l'interesse pubblico qualificato alla adozione del presente provvedimento interdittivo».
Dall'ufficio regionale al Turismo,servizio Osservatorio - Ricerca e Sviluppo arriva dunque il dieieto alla prosecuzione dell'attività e «si ordina la rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, nel termine di 30 giorni decorrenti dalla ricezione del e provvedimento interdittivo». In sostanza - secondo gli uffici regionali - affinché l’attività potesse essere legittimamente svolta, la Cooperativa doveva rientrare «nel novero delle associazioni, enti od organizzazioni operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità assistenziali, culturali, religiose, ricreative, sociali o sportive», oppure enti e aziende per il soggiorno di propri dipendenti e loro familiari e che, pertanto, la forma societaria della Cooperativa, regolata dagli artt. 2511 e segg. del Codice civile, non rientrerebbe nella tipologia di «associazioni, enti od organizzazioni operanti senza scopo di lucro».
Dalla direzione generale del Turismo, in precedenza era già stato chiesto al servizio Suape del Comune di Alghero di provvedere all'adozione del provvedimento interdittivo alla prosecuzione dell’attività in quanto la cooperativa non deve avere scopo di lucro e deve svolgere attività nei confronti di un’utenza selezionata. Ma il Suape aveva disatteso la richiesta.
Insomma, la querelle sulle ex postazioni militari a Punta Giglio prosegue e sembra non finire mai. In attesa di capire che posizione assumerà ora il Comune di Alghero, dalla cooperativa Il Quinto Elemento bocche cucite anche se sembra confermata l’intenzione di procedere con il ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
Secondo quanto scritto dalla dirigente regionale del servizio, lo stop al funzionamento della struttura si rende necessario perchè «difettano i presupposti di diritto e di fatto per il suo esercizio, considerato che risulta sussistere l'interesse pubblico qualificato alla adozione del presente provvedimento interdittivo».
Dall'ufficio regionale al Turismo,servizio Osservatorio - Ricerca e Sviluppo arriva dunque il dieieto alla prosecuzione dell'attività e «si ordina la rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, nel termine di 30 giorni decorrenti dalla ricezione del e provvedimento interdittivo». In sostanza - secondo gli uffici regionali - affinché l’attività potesse essere legittimamente svolta, la Cooperativa doveva rientrare «nel novero delle associazioni, enti od organizzazioni operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità assistenziali, culturali, religiose, ricreative, sociali o sportive», oppure enti e aziende per il soggiorno di propri dipendenti e loro familiari e che, pertanto, la forma societaria della Cooperativa, regolata dagli artt. 2511 e segg. del Codice civile, non rientrerebbe nella tipologia di «associazioni, enti od organizzazioni operanti senza scopo di lucro».
Dalla direzione generale del Turismo, in precedenza era già stato chiesto al servizio Suape del Comune di Alghero di provvedere all'adozione del provvedimento interdittivo alla prosecuzione dell’attività in quanto la cooperativa non deve avere scopo di lucro e deve svolgere attività nei confronti di un’utenza selezionata. Ma il Suape aveva disatteso la richiesta.
Insomma, la querelle sulle ex postazioni militari a Punta Giglio prosegue e sembra non finire mai. In attesa di capire che posizione assumerà ora il Comune di Alghero, dalla cooperativa Il Quinto Elemento bocche cucite anche se sembra confermata l’intenzione di procedere con il ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
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