Malore collettivo a bordo: atterraggio d'emergenza a Dublino per il volo Roma-Filadelfia – Che cosa è successo
Sei assistenti e un passeggero hanno accusato vertigini e capogiri. La causa: forse le esalazioni di un detergente
Roma Un improvviso malessere che ha colpito contemporaneamente la maggioranza degli assistenti di volo ha costretto un aereo di American Airlines, partito da Roma Fiumicino e diretto a Filadelfia, a un atterraggio di emergenza a Dublino. L'episodio, avvenuto sabato 25 luglio, ha visto coinvolti sei dei nove membri del personale di cabina e un passeggero.
Il velivolo — un Boeing 787-9 Dreamliner consegnato nel 2019 — era decollato dalla Capitale intorno alle 12:40. Dopo tre ore di viaggio, mentre l'aereo si trovava già sopra l'Oceano Atlantico a 12.000 metri di quota, sei assistenti hanno iniziato ad accusare forti vertigini e capogiri. Di fronte a un'anomalia di tale portata, resa nota inizialmente sui social dall'esperto JonNYC e poi ripresa dalla stampa di settore, i piloti hanno preso la decisione più prudente. A sei ore dall'arrivo a destinazione, hanno virato verso l'Irlanda dichiarando un'emergenza medica.
Sulla pista 28L dello scalo di Dublino, i paramedici hanno immediatamente preso in carico i sei assistenti e il passeggero sintomatico. La situazione si è rivelata meno grave del temuto e per nessuno si è reso necessario il ricovero in ospedale. I 281 passeggeri, tra cui molti vacanzieri italiani, sono stati sbarcati. Non potendo allestire un equipaggio di riserva in tempi brevi, American Airlines ha provveduto ad alloggiarli negli alberghi della zona, riprogrammando il loro viaggio per il giorno successivo.
Ora la compagnia dovrà accertare le cause dell'incidente prima di poter rimettere in servizio l'aereo. In una dichiarazione alla stampa, il vettore ha parlato genericamente di uno "sgradevole odore a bordo". Un'ipotesi al vaglio è che i malori siano imputabili alle esalazioni di un prodotto per le pulizie.
Una dinamica simile si era già verificata nell'ottobre del 2019 su un volo Londra-Filadelfia, anch'esso costretto ad atterrare a Dublino: in quel caso, i vapori di un potente detergente chimico rovesciatosi in un bagno fecero svenire due assistenti di volo.
Oltre all'eventualità chimica, i tecnici dovranno valutare il corretto funzionamento dei sistemi di condizionamento. Un'avaria, anche solo parziale, potrebbe aver ridotto l'immissione di ossigeno in cabina, innescando i primi sintomi di ipossia (vertigini, stordimento, euforia), pur in assenza di cattivi odori. Un simile guasto spiegherebbe l'impatto mirato sul personale: essendo in costante movimento per il servizio pasti, gli assistenti di volo necessitano infatti di un maggiore apporto di ossigeno rispetto ai passeggeri seduti.
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