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«Per risolvere il problema cinghiali serve un Piano di eradicazione»

«Per risolvere il problema cinghiali serve un Piano di eradicazione»

I comitati delle borgate algheresi all’Ente Parco: «Sono troppi, bisogna abbatterli»

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i Nicola Nieddu

Alghero Per risolvere il problema dei cinghiali nel territorio algherese occorre un Piano di eradicazione vero e proprio. A sostenerlo sono i rappresentanti delle borgate, che in un documento intervengono in merito al Piano quinquennale di contenimento dei cinghiali, in via di predisposizione, per il Parco naturale regionale di Porto Conte. Tonia Desogos per Maristella, Antonio Zidda per Sa Segada - Tanca Farrà, Amabile Simbula per Santa Maria La Palma, Angelo Sanna per Guardia Grande - Corea e Luca Rondoni per Fertilia-Arenosu sottolineano che «occorre parlare di eradicazione in modo inequivocabile. Le azioni nel territorio algherese, così come in tutta la Sardegna, dovrebbero avere quello come obiettivo principe. Un tentativo serio di eradicazione abbatterà considerevolmente il numero dei cinghiali che certo, non saranno mai azzerati, ma saranno senz’altro diminuiti sensibilmente».

I rappresentanti di tutte le borgate algheresi parlano poi di indennizzi per i danni subiti dagli animali selvatici: «Nel frattempo il Parco di Porto Conte dovrebbe stipulare un'assicurazione che vada a coprire qualsiasi danno ai terreni circostanti con pagamento degli indennizzi entro trenta giorni lavorativi dalla presentazione della domanda da parte dei proprietari. Ora – evidenziano i cinque presidenti dei comitati di borgata – c’è un'assicurazione regionale che copre solo certi tipi di danno».

Oltre la copertura assicurativa, Desogos, Zidda, Simbula, Sanna e Rondoni, chiedono che «l'Ente Parco di Porto Conte dovrebbe attivarsi per recintare il suo perimetro, in autonomia previa autorizzazione oppure tramite un bando che preveda contributi del 100 per cento ai proprietari dei terreni interessati. Infine – prosegue la nota – il Parco dovrebbe dotare gratuitamente di validi dissuasori, come ad esempio le recinzioni elettrificate, i proprietari dei terreni circostanti che ne fanno richiesta. Ci pare giusto – concludono i rappresentanti delle borgate algheresi – che una quota degli introiti del Parco vada a indennizzare chi subisce danni, costretto a spendere grandi somme per rifare le recinzioni e per la loro manutenzione».

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