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L’attentato

Alghero, il titolare dell'autonoleggio incendiato: «Danni per due milioni. Mai una minaccia»

di Davide Pinna
Alghero, il titolare dell'autonoleggio incendiato: «Danni per due milioni. Mai una minaccia»

Stefano Ledda: «Abbiamo ricevuto messaggi di solidarietà, ma con la solidarietà non si mangia»

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Alghero «Una cinquantina di auto distrutte e danni per almeno due milioni di euro». Stefano Ledda, titolare della filiale algherese dell'autonoleggio Galdieri Rent, ha appena finito di parlare con i vigili del fuoco. Stanotte, un incendio, il secondo in poco meno di tre mesi, è divampato nel piazzale della sua attività. Nessun dubbio che si tratti di un attentato: «Abbiamo subito un atto doloso cagionato da sconosciuti» sintetizza Ledda. Il movente? «Non lo conosco. In 26 anni di attività non è mai capitato nulla di simile. E non ci sono stati di recente né segnali né minacce». E se si prova ad accennare all'ipotesi di un lavoratore scontento, Ledda la scarta con una risata: «Abbiamo aperto ad aprile in questa sede, è impossibile». Solidarietà? «Ne è arrivata tanta. E ringrazio. Ma con la solidarietà non mangeremo» aggiunge, sarcastico. 

Le indagini sul rogo di marzo (che aveva distrutto 14 auto parcheggiate in un piazzale poco distante) per il momento non hanno portato ad alcuna certezza, anche perché i vigili del fuoco in quell'occasione non avevano potuto escludere un episodio di autocombustione. Il rogo di stanotte, però riapre la partita. Starà ai carabinieri, coordinati dalla procura di Sassari, ricostruire cosa è successo. Intanto, la città assiste preoccupata a un'escalation di attentati che è diventata un’emergenza. E il timore che dietro molti degli episodi registrati negli ultimi mesi ci siano motivazioni di stampo mafioso legate alla spartizione dei ricchi profitti delle attività turistiche e dell'indotto è sempre più concreto.

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